Met Gala, stanotte la moda americana va in scena a New York

Lunedì 13 Settembre 2021
Met Gala, stanotte la moda americana va in scena a New York

«Eterogeneità, diversità, pluralismo»: queste, secondo Andrew Bolton, le parole che definiscono la moda americana. «Esuberanza, gioia, creatività», questo invece il trinomio per Anna Wintour. Preceduta da un gala sponsorizzato da Instagram e ad alti contenuto di Millennials ( padrini e madrine sono Timothée Chalamet, Billie Eilish, Amanda Gorman e Naomi Osaka) apre domani «In America: Lexicon of Fashion», la prima di due mostre a tema organizzate da Bolton per il 75esimo anniversario del Costume Institute del Met. Bolton cita Jesse Jackson, due volte candidato alle primarie democratiche, alla sua prima convention del 1984: «L'America non è una coperta, non è un'unico pezzo di stoffa dello stesso colore. È un 'quilt': un patchwork di molte stoffe, molti colori, molte dimensioni, cucite e tenute insieme da un filo comune». La 'quilt' di «In America» è fatta di 100 insiemi che, uno accanto all'altro, rivisitano il vocabolario della moda americana sulla base della capacità di generare emozioni: nostalgia, appartenenza, gioia, affinità, fiducia, forza, desiderio.

<h2> Met Gala, i designer e le loro creazioni </h2>

Tra i capi in vetrina alcuni sono firmati da pesi massimi della moda a stelle e strisce come Tom Ford, Tom Browne o altri americani come Jeremy Scott che disegna Moschino: in mostra al Met è un «tight» di bottoni multicolori che esprime il concetto di «giocosità». Nomi storici come Halston, Donna Karan e Isaac Mizrahi si accostano a nuovi talenti come Telfar Clemens, 36enne liberiano americano le cui borse, soprannominate le «Birkin di Bushwick», sono perennemente esaurite, o Aaron Potts di A. Potts, la cui tunica di lana pettinata policroma che ispira «calore» è stata creata per l'ultimo autunno-inverno. I «giovani» - ha detto il direttore del Met Max Hollein - rappresentano il 70 per cento della mostra. Tra loro anche Christopher John Rogers, che ha vestito Kamala Harris all'insediamento e ha fatto poi uscire una collaborazione con i grandi magazzini Target: il suo enorme abito da sera in taffetà rosso e blu è al centro della sezione «esuberanza».

 

Le bandiere 

C'è poi Pyer Moss, il cui fondatore e direttore creativo Kerby Jean-Raymond, 35 anni, è diventato il primo afro-americano nel calendario ufficiale della settimana parigina dell'alta moda, e che vede esposta una collaborazione del 2019 all'insegna dell'«affinità» con l'etichetta di streetwear Fubu (For Us By Us), parte di una collezione nata per esplorare «cosa l'esperienza afro-americana sarebbe stata se non ci fosse stato il razzismo». Ma una rassegna sulla moda a stelle e strisce non potrebbe esistere senza le bandiere: un passaggio della mostra presenta classici come i maglioni di Tommy Hilfiger e Ralph Lauren che rappresentano l'«ottimismo», mentre in quello di Willy Chavarria il vessillo Usa è capovolto con le stelle che cadono («isolamento»). Chiude questa sezione un vestito stampato a bandiere di Lrs con le parole «Stronger Together», più forti insieme.

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Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA