Napoli, Guantificio Omega e cravatte di Cilento 1870 protagonisti di ApritiModa: nel weekend 86 brand storici italiani aperti

Martedì 19 Ottobre 2021
Napoli, Guantificio Omega e cravatte di Cilento 1870 protagonisti di Apritimoda: nel weekend 86 brand storici aperti

Dai broccati ai cappelli, dai profumi agli ombrelli, da Armani a Dolce&Gabbana, brand e maison storiche saranno protagonisti il prossimo weekend, sabato 23 e domenica 24 ottobre, della V edizione di ApritiModa. «La moda è una forma d'arte - ha dichiarato il ministro Dario Franceschini - Le nostre imprese portano con sé secoli di bellezza, di conoscenza, di mestieri e di saperi che vanno tutelati». Una scelta ricchissima e variegata. L'orditoio realizzato su disegno di Leonardo da Vinci dell'Antico Setificio Fiorentino e i profumi artigianali di Aquaflor, i broccati realizzati per la Casa Bianca dalla Tessitura Bevilacqua di Venezia, gli abiti del Settecento veneziano all'Atelier Nicolao, il Cappellificio Cervo nel biellese, dove nascono anche i cappelli degli alpini e, alle porte di Alessandria, la manifattura Borsalino, dove i cappelli resi immortali dal cinema sono ancora fatti a mano con 52 passaggi.

 

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Sono 86, in tutto, i luoghi della moda che apriranno le loro porte per svelare il dietro le quinte del loro lavoro: a Napoli si potrà entrare al Guantificio Omega, le cui creazioni finiscono nelle vetrine della Quinta Strada a New York e le sete preziose che danno vita alle cravatte di Cilento 1780; a Torino sarà possibile vedere l'Ombrellificio Torinese, che da 130 anni fa gli ombrelli a mano con straordinaria maestria; a Zoagli, nella Riviera Ligure di Levante, sarà aperta la Tessitura artigianale Giuseppe Gaggioli dove damaschi, velluti e tele di seta prendono spazio sui telai; sempre in provincia di Genova, a Lorsica, si potrà visitare la Tessitura de Martini che ha costruito e brevettato un telaio unico al mondo, capace di riprodurre oggi gli stessi filati che secoli fa venivano tessuti a mano. Non mancano big come Giorgio Armani, che aprirà Palazzo Orsini, nel centro di Milano, o Dolce e Gabbana con la loro factory toscana. 

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Quest'anno ApritiModa propone anche visite speciali alla scoperta di alcune tra le più interessanti esperienze creative e produttive di moda etica e sostenibile. Progetti di grande valore, anche sociale, e storie coraggiose che meritano di essere raccontate. Tra queste, a Torino, nella Sartoria Sociale Gelso si possono ammirare i prodotti realizzati dalle detenute della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, oppure a Marghera (Ve) nel laboratorio delle Malefatte le borse nate dai rifiuti dei manifesti pubblicitari in Pvc. Persone e cose si rianimano tra ritagli colorati, passati tortuosi e attese di futuri migliori. O, ancora, a Palermo nella sede Sartoria Sociale (in una palazzina confiscata alla mafia) dove uomini e donne provenienti da luoghi, passati ed esperienze diverse hanno una seconda occasione grazie ad ago e filo, così come i tessuti. Anche quest'anno il Ministero della Cultura - che patrocina la manifestazione - ha ideato una campagna di comunicazione digitale che mette l'attenzione sulla relazione esistente tra la moda e il patrimonio culturale. "La moda è arte" è il titolo della campagna che propone sulle diverse piattaforme social del Ministero una galleria di immagini delle mani di artigiani e professionisti al lavoro e invita a scoprire nelle collezioni dei musei italiani le opere che hanno ispirato i grandi designer e stilisti. Naba, Nuova Accademia di Belle Arti prenderà parte all'edizione 2021 della manifestazione presentando l'esito della collaborazione che negli scorsi mesi ha coinvolto gli studenti dell'Area Fashion Design in una mappatura delle eccellenze del territorio italiano.

Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA