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​Amanda Anisimova, il talento da 200mila follower adesso ricomincia a volare

Giovedì 12 Maggio 2022 di Benedetto Saccà
Amanda Anisimova, il talento da 200mila follower adesso ricomincia a volare

Volendo tuffarsi nella marea di puntini colorati dei 30 mila del Foro Italico non una mascherina che fosse una era francamente difficile non notare, ieri intorno a mezzogiorno, un piccolo ciuffo di appassionati disposti lungo i bordi del Campo 2. Curiosità montante. Sul tabellone brillavano due nomi che a tanti dicevano poco: Belinda Bencic e Amanda Anisimova. Sguardi come domande. Un match come molti dei sedicesimi degli Internazionali, si sarebbe potuto ragionare. Un match del mattino da Campo 2, tanto per capirsi. E invece. E invece bisogna sapere che la vincitrice dell'incontro esattamente per 7(7)-6(5), 6-1 in un'ora e 46 vale a dire la numero 32 del mondo Amanda Anisimova, è il frutto di una storia per nulla banale, di certo imbevuta non di acqua di rose, ma di emozioni anche drammatiche. Perché la giovane Amanda, classe 2001, da mesi duella con le avversarie e con i propri fantasmi, con la pallina e con il vuoto incolmabile lasciato da un papà. Ogni volta gioca, insieme, una partita fuori e una dentro di sé. Tradurle, e vincerle, è gesto sopraffino ed elegante e ci vuole una vita per impararlo, mica è un rovescio a due mani.


LA MEDICINA

Amanda è nata in Florida da mamma Olga e papà Konstantin, che dalla Russia si sono trasferiti negli Stati Uniti per offrire maggiori opportunità di lavoro dalla primogenita Maria. Qualche anno dopo, però, hanno festeggiato la nascita di Amanda: che fin da bimba ha cominciato a trovare la felicità in una racchetta e una pallina giallo evidenziatore. Subito, allora, papà Konstantin ha preso ad allenare la sua piccola. Tanto che a 16 anni Amanda ha vinto lo Us Open juniores. La crescita, a quel punto, è stata verticale: primo titolo Itf, prima finale Wta, Top 100, semifinale al Roland Garros, primo titolo Wta, Top 30 e ancora contratti milionari di sponsorizzazione, oltre 200 mila follower sui social. Poi: il buio. Nel 2019, d'improvviso, al tramonto di agosto, papà Konstantin è morto. Così Amanda si è avvitata in una spirale di drammatica tristezza: scivolando dalla 21esima posizione del ranking addirittura alla 78esima. Lenta è stata la risalita, certificata nel gennaio scorso dal successo al torneo di Melbourne e da un ranking di sicuro più clemente. Lei, che voleva diventare chirurgo, è riuscita a guarire se stessa. «E poi un giorno voglio vincere uno Slam», sorride oggi sotto il sole di Roma.
 

Ultimo aggiornamento: 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA