Covid, «Caro Babbo Natale, non voglio regali ma porta via il virus»: così nelle letterine i bimbi cambiano i desideri

Venerdì 27 Novembre 2020
«Caro Babbo Natale, porta via il Covid»: migliaia di bambini scrivono letterine e cambiano i desideri

«Caro Babbo Natale, non voglio regali speciali quest'anno, tanto non posso uscire, ti chiedo solo di portare via il Covid». «Babbo Natale, fammi riabbracciare nonna e nonno, non posso farlo perché sono dietro un vetro...». «Caro Babbo Natale, non ti chiedo giocattoli, ma almeno porta il vaccino contro il Covid...». A scriverli, bimbi dai 6 ai 10 anni. Sono solo alcuni dei tanti desideri espressi dai bambini nelle loro tradizionali letterine inviate all'Ufficio Postale con lo speciale destinatario di "Babbo Natale". Si tratta di un autentico "diluvio" di lettere "Caro Babbo Natale" che in queste ore si stanno riversano in un ufficio postale nel sud-ovest della Francia che smista e risponde ai suoi messaggi da tutto il mondo. Una notizia che sta rimbalzando tra agenzia e media. E' il bilancio emotivo provocato dalla pandemia che sta saltando fuori dalle pagine delle lettere dei bambini: preoccupazioni e speranze dei più piccoli in attesa di un Natale pieno di pandemia. 

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Alina ha 5 anni e ha chiesto nella sua lettera a Babbo Natale, scritta con l'aiuto di un adulto, di «usare la porta d'ingresso quando entra, perché la porta sul retro è riservata alla nonna e al nonno per ridurre al minimo il rischio di contaminazione». E nella sua missiva accorata a "Caro Babbo Natale", Lola, 10 anni, ha scritto che desidera «che mia zia non abbia più il cancro e che questo virus non esista più». «Mia madre poi è una badante e a volte ho paura per lei», scrive Lola, firmando la sua lettera scritta a mano con: «Abbi cura di te, Babbo Natale e degli Elfi».

C'è chi limita le sue richieste a Babbo Natale perché il Covid ha stravolto tutte le possibilità di uscire. Come la piccola Zoe, che ha limitato le sue richieste a un lettore musicale e ai biglietti del parco di divertimenti perché «quest'anno è stato molto diverso dagli altri a causa di COVID-19». «Ecco perché non ti sto chiedendo molte cose per evitare l'infezione». Sono decine di migliaia, le lettere, gli appunti e le carte che stanno arrivando. 

Le prime lettere sono arrivate alla segreteria il 12 novembre. Da lì è stato un crescendo. Dai testi spicca che la pandemia sta pesando sui bambini. Insieme alle solite suppliche di giocattoli e gadget, c'erano anche le richieste di vaccini, di visite dei nonni, perché la vita tornasse com'era. Una lettera su tre menziona in qualche modo la pandemia. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA