Rubato l'unico ricordo del figlio morto. Ma il passaparola sui social riporta la bici di Yuri a casa

Rubato l'unico ricordo del figlio morto. Ma il passaparola sui social riporta la bici di Yuri a casa
Rubato l'unico ricordo del figlio morto. Ma il passaparola sui social riporta la bici di Yuri a casa
Mercoledì 24 Agosto 2022, 09:29 - Ultimo agg. 12:34
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A volte, anche le storie più tristi hanno un finale meno amaro. E' quanto accaduto ai genitori di Yuri Dal Bo, un ragazzo di 22 anni, morto due anni fa a Pietrasanta, in provincia di Lucca, la cui storia viene raccontata sulle pagine de Il Tirreno.

I genitori del giovane, con grande generosità, hanno donato vestiti ed oggetti del loro ragazzo, perché desideravano che «continuassero a circolare, a vivere e non volevamo vederli chiusi in uno stanza» racconta la mamma di Yuri.

Come ricordo di loro figlio, i genitori hanno tenuto solo una bicicletta, un mezzo tanto caro al 22enne, che la coppia ha voluto tenere per sè, finché sabato scorso non è accaduto un fatto increscioso.

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La bici scomparsa

La bici di Yuri è stata rubata, parcheggiata dal fratello Paolo, vicino all'ufficio postale di Tonfano, nei presi di Marina di Pietrasanta. Come nel celebre film di Vittorio De Sica, Ladri di biciclette, il ladro non sapeva che non stava rubando una semplice bicicletta. Ma il ricordo prezioso di una famiglia intera, che però dopo la disperazione iniziale, non si è data per persa. Richieste di informazioni tra i passanti, passaparola, appelli social, l'aiuto di amici fidati e dopo un po' è arrivato il primo indizio. «È stato molto bello vedere così tante persone e, soprattutto, così tante mamme impegnarsi», sottolinea Daniela, la mamma di Yuri. 

Il ritrovamento grazie agli amici di Yuri

Alla segnalazione giusta è poi seguita la telefonata giusta. La bici era stata appoggiata appositamente in una via. A rubarla, forse, un ladro dal cuore sensibile, o forse la bici ormai era troppo in vista ed avrebbe provocato qualche guaio di troppo. Alcune persone amiche dei genitori di Yuri sono andate a recuperarla e l'hanno riportata nel giardino della famiglia. La bici è un po' ammaccata, magari è stata maltrattata, ma per mamma Daniela, è importante solo averla ritrovata.

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«Non sono, ovviamente le cose materiali a interessarci, ma pensare che quella bicicletta fosse in mani sbagliate ci faceva stare male. Detto questo ognuno di noi porta Yuri, ogni giorno, dentro il proprio cuore. E visto come si sono impegnate così tante persone in questi ultimi giorni, credo che siano in tanti a non averlo dimenticato. Li ringrazio e li abbraccio: per noi è molto importante».

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