I social diventano una terapia: ecco Eva, l'influencer che racconta le battaglie della vita

Mercoledì 4 Novembre 2020 di Michela Allegri
I social diventano una terapia: Eva, l'influencer che racconta le battaglie della vita

La battaglia contro la malattia che diventa un messaggio di vita, coloratissimo, potentissimo. Le onde del mare, i fiori d'ibisco. Le pagine social trasformate in un diario aperto, i dolori enormi raccontati attraverso fotografie, video, e tantissime parole che colpiscono dritte allo stomaco. Essere influencer non significa solamente avere centinaia di migliaia di follower e pubblicizzare grandi brand. Significa anche inviare un messaggio potente. Creare una comunità virtuale che sostenga e dia forza. Speranza. È proprio questo che fa Eva con il suo blog, “Il frutto della passione”, diventato una pagina Instagram seguitissima: si parla di quasi 87mila follower.

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Scrivere e condividere, negli anni, è diventato una sorta di terapia, per affrontare i momenti più difficili, che nella vita di Eva sono stati tanti. Vive in Brasile, a Porto Seguro, insieme al marito Roberto, che lì gestisce un hotel e una cabana, e ai due figli, Noah Enzo e Nina Flor. Da Prato, si è trasferita oltreoceano nel 2010: «C’è qualcosa di inquietante nel comprare un biglietto di sola andata, nella scelta consapevole di andarsene a tempo indeterminato - racconta - Vivere altrove, mettendo una grande distanza tra noi e quello che abbiamo lasciato. Calpestare nuove terre e dormire sotto nuovi cieli, alla ricerca della propria dimensione e, una volta trovata, espatriare». La prima battaglia è stata quella per diventare madre, l'ultima, quella che sta combattendo da qualche anno, è quella contro il cancro. Spaventosa, terribile, ma che lei racconta così: «Una montagna russa, una chance di vita che si ripete all'infinito».

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Eva inizia raccontando tra le pagine del blog l'infertilità, le innumerevoli terapie, il percorso di procreazione assistita, le delusioni. E molte donne iniziano a seguirla, a confrontarsi, a confidarsi. Quel luogo diventa un ritrovo sicuro dove condividere esperienze. «Mi sono raccontata fin dall’inizio senza filtri, senza giri di parole. Ho chiamato ogni cosa col proprio nome, nonostante parlassi di esperienze scomode e spesso spaventose come infertilità, adozione, procreazione medicalmente assistita, aborto e cancro. Ma quello che ho imparato a fare nel tempo, è stato trasformare ogni ostacolo e ogni limite in risorsa. Attraverso le mie parole ho rivelato verità difficili e certamente dure da affrontare, trasmettendo sempre però speranza, coraggio, forza e amore».

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È dopo l'adozione di Noah Enzo e dopo la nascita di Nina Flor che Eva scopre di avere un melanoma in stadio avanzato: «Nina Flor aveva solo quaranta giorni. Era il 2016. Da lì sono cominciate le corse contro il tempo e contro una malattia sulla quale non avevamo controllo. Nel 2018, mentre correvo sul lungomare, una crisi convulsiva. La prima di una lunga serie, e il devastante esito della risonanza magnetica: un tumore cerebrale, melanoma metastatico, la nuova diagnosi. Era cominciato un ulteriore nuovo capitolo della mia storia, che anche oggi continua ad esistere». Eva racconta tutto questo serena, tra le fotografie della sua vita coloratissima c'è il video in cui taglia a zero - in diretta - i capelli lunghissimi.

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L'ondata di affetto e il sostegno social sono incredibili, per lei funzionano da ricarica emotiva. «Ricordo perfettamente l’annuncio sul mio profilo Instagram e l’affetto del web che era arrivato come un’ondata di dimensioni colossali. Mai mi sarei aspettata un amore così grande da persone che non conoscevo e che invece conoscevano me». Una comunità virtuale che continua a crescere, con una battaglia che diventa condivisa. «Ad ogni esame, ad ogni visita, ad ogni operazione so di non essere sola. Mani da ogni parte del mondo che stringono la mia, senza lasciarla. Decine di migliaia di persone che mai avresti conosciuto e che ti inviano amore attraverso uno schermo». Il lato positivo e sorprendente dell'era digitale.

 

Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA