Brian May, il chitarrista dei Queen malato di Covid si scaglia contro i no-vax: «Guardate la realtà»

Mercoledì 22 Dicembre 2021 di Riccardo De Palo
Brian May, il chitarrista dei Queen malato di Covid si scaglia contro i no-vax: «Guardate la realtà»

Brian May, al suo decimo giorno di infezione da Covid, si è nuovamente scagliato contro gli scettici del virus e i no-vax, dalla sua pagina di Instagram: «Perdo velocemente la pazienza con le anime illuse che la chiamano una “falsa” pandemia. Guardate la realtà. Chiedete alla mia infermiera se sto fingendo».

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Il leggendario chitarrista dei Queen, che è anche un apprezzato astrofisico, sta descrivendo sui social la sua “orribile esperienza”, da quando ha contratto il virus, e continua a lanciare appelli a cadenza quasi quotidiana affinché tutti i cittadini britannici si facciano vaccinare. May ha raccontato la sua leggerezza: avere partecipato a un evento pubblico senza mascherina. Imprudenza che ha causato la sua positività al tampone, e quindi l’insorgere dei primi sintomi.

 

«Suppongo si tratti di Omicron - ha raccontato - anche se nessuno ti viene a dire che tipo di virus tu abbia contratto, ma lo immagino dalla velocità con la quale si è diffuso: nel giro di tre giorni, più di metà delle persone che si trovavano in quella stessa stanza sono risultati infetti». L'ipotesi del musicista, che è vaccinato, si basa anche sul tipo di sintomi: febbre, un forte raffreddore e tosse, ma senza la perdita di gusto e olfatto. E proprio questi sarebbero, secondo molti virologi, le caratteristiche prevalenti di questa variante del Sars-Cov-2, che attacca più frequentemente i bronchi che i polmoni, risultando (in apparenza) meno letale, sebbene da non sottovalutare.

La sfida contro la pandemia

Brian May ha usato i social anche per spiegare perché, secondo lui, alla fine il mondo vincerà la sua sfida contro la pandemia. Omicron, ha scritto, «ha così tante mutazioni che gli stanno consentendo di diventare la variante prevalente nel mondo». Il che, secondo May, è «una buona cosa per il virus, ma anche per noi», perché un virus per replicarsi non deve «uccidere il corpo che lo ospita», anzi, al contrario deve avere il tempo di replicarsi e diffondersi. «Questa è una delle ragioni per cui il virus Ebola non ha mai causato una pandemia». Il germe patogeno che causa il Covid, ha aggiunto, «può essere naturale o creato dall’uomo», ma in ogni caso è soggetto «alle leggi della selezione naturale, come ogni altro organismo sulla Terra». 

Il musicista di Bohemian Rhapsody ha poi citato un ricercatore, Marc Van Ranst, che ha evidenziato come il virus che causò l’influenza russa del 1890 sia molto simile al Covid, ma abbia finito per evolversi in un microrganismo che oggi causa soltanto un banale raffreddore.  Per questo il chitarrista, che ha sempre mostrato un grande rispetto per la scienza - lui stesso è un ricercatore - si è detto ottimista del fatto che l’umanità potrà alla fine coesistere anche con il virus che oggi causa il Covid.

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May aveva raccontato su Instagram giorni fa la positività, «la temuta linea rossa» sul rilevatore del tampone casalingo. «Sono stati giorni davvero orribili, ma sto bene. E racconterò la storia. Per favore, fate molta attenzione là fuori, brava gente. Questa cosa è incredibilmente contagiosa. Davvero non fate in modo che rovini il vostro Natale. Con affetto. Bri».

 

Ultimo aggiornamento: 17:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA