Bufera su Vesi per il video sui Rolex a Napoli, il pizzaiolo: «Mi farò perdonare»

Martedì 15 Settembre 2020 di Gennaro Morra
A sinistra il pizzaiolo Giuseppe Vesi, a destra il Rolex che aveva al polso

È affranto Giuseppe Vesi e, se potesse tornare indietro, quel video nelle storie di Instagram non lo pubblicherebbe più. Ma ormai la bufera si è scatenata, non solo sui social network, e da un po’ di giorni uno dei pizzaioli più rinomati di Napoli, titolare di locali aperti nella città partenopea e a Milano, sta subendo insulti e minacce diretti anche ai fratelli e ai suoi dipendenti. A provocare una reazione così violenta è stata una breve clip in cui l’imprenditore, inquadrandosi il braccio mentre era a bordo di una Maserati, sosteneva che nel capoluogo lombardo, dove si trovava in quel momento, una persona può girare tranquillamente con un Rolex al polso, invece a Napoli gli taglierebbero l’arto pur di portarglielo via.

Nemmeno il tempo di pubblicarlo e quel video ha cominciato a girare, ripreso e condiviso anche su altri social, ma i post e i commenti che lo accompagnavano erano tutt’altro che lusinghieri nei confronti del suo autore, che in sostanza veniva accusato di voler infangare la città dov’è cresciuto e dove ha costruito il suo successo. In più s’invitava a vendicare l’offesa, boicottando le pizzerie che portano il suo cognome. E così Giuseppe Vesi è corso ai ripari, chiedendo scusa prima sugli stessi social network e poi ai microfoni di Radio Marte: «Non ci sono parole per scusarmi e giustificare questa mia uscita – ha dichiarato l’imprenditore, intervenendo telefonicamente nel corso del programma La Radiazza –. Non volevo offendere nessuno, dopo quel video ce n’era un altro, dove invitavo il futuro governatore della Campania a prendersi più cura della nostra regione, ma purtroppo è diventato virale solo il primo. Mi sono subito reso conto che avevo fatto una fesseria e l’ho cancellato immediatamente, ma ormai era troppo tardi».
 
Poi, incalzato dai conduttori, Gianni Simioli e Serena Li Calzi, si è rivolto direttamente ai radioascoltatori: «Chiedo scusa a Napoli e ai napoletani per questa mia negligenza – ha dichiarato Vesi –. Ho commesso un grave errore per cui sto pagando, ma se la stanno prendendo anche con i miei dipendenti, che stanno ricevendo minacce e telefonate anonime, e con i miei fratelli, che hanno le loro pizzerie nel centro storico e che con me non c’entrano nulla. Purtroppo, la gente che passa li insulta e sputa contro le vetrine dei loro locali. E ora anche loro sono avvelenati con me».
 
Infine, Simioli ha proposto al pizzaiolo di mettere su un’iniziativa in collaborazione con la radio per riparare all’offesa arrecata: «Pur di farmi perdonare, sono disposto a offrire una pizza ai primi ascoltatori che chiameranno – ha affermato Vesi, accettando la proposta-sfida dello speaker –. E in quell’occasione chiederò ancora scusa per il mio comportamento».

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