Carlo di Borbone: a Napoli i 20 anni con Camilla

di Eugenio Donadoni

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Sarà, ancora una volta, un week-end napoletano importante per Carlo e Camilla di Borbone. Ma stavolta anche connotato da un sentimento personale assolutamente familiare. Il fascino della città, la sensibilità degli interlocutori. I mille aspetti culturali. Saranno, dunque, tre giorni densi di appuntamenti, di incontri ha già preannunciato il Principe in una recente intervista.

Principe Carlo, come mai la scelta di questo week- end per venire a Napoli?
«Per i tanti impegni ed inviti che abbiamo ricevuto. Arriverò sabato da Roma con Camilla e le nostre figlie, Maria Carolina e Maria Chiara. Andremo al Teatro Mediterraneo per celebrare i 25 anni di vita del Movimento Neoborbonico. Nel corso della serata organizzata per la consegna dei premi «Due Sicilie» si terrà uno spettacolo culturale di stampo napoletano, condotto da Patrizio Rispo e con la partecipazione, tra gli altri, di Mariano Rigillo, Eddi Napoli e Paolo Caiazzo. Il professor Gennaro De Crescenzo, Presidente del Movimento, mi ha anche preannunciato che la serata si chiuderà con una sorpresa per noi, ma, appunto, non ho idea di cosa si tratti».

E poi?
«Domenica mattina, su invito del Direttore Generale, Ciro Verdoliva, saremo all'Ospedale Cardarelli dove Camilla taglierà il nastro per l'inaugurazione dell'asilo nido allestito nel Padiglione F per i figli dei degenti e dei dipendenti, alla presenza del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e di un folto gruppo di medici; successivamente ascolteremo una lectio magistralis tenuta dal professor Gennaro Rispoli sulla sanità al tempo dei Borbone delle Due Sicilie».

Ricorre anche l'anniversario del vostro bellissimo matrimonio a Monte Carlo. Un evento straordinario che ricordo, e si ricorda, con grande nettezza e simpatia.
«Esatto, in questi giorni ricorre il nostro anniversario. Venti anni fa abbiamo celebrato le nostre nozze nella Cattedrale monegasca, su invito di Sua Altezza il Principe Alberto di Monaco, nostro testimone di nozze. È stato un giorno speciale e la presenza di molti familiari ed amici lo ha reso davvero emozionante. Camilla ed io abbiamo deciso di festeggiare questa importante ricorrenza proprio a Napoli, con eventi tesi anche a ravvivare il ricordo di un passato glorioso di una delle più Grandi Capitali Europee dell'800, all'epoca all'avanguardia in un mondo che, oggi come allora, era in fase di profondo cambiamento. Siamo contenti di condividere questo momento con tutti i nostri amici in questa città, cui siamo legati in maniera imprescindibile».

Un impegno quotidiano sempre attuale, il vostro.
«Infatti. L'impegno quotidiano di mia moglie Camilla e mio è quello di trasmettere alle nostre figlie l'importanza delle tradizioni, della cultura e della famiglia perché riteniamo che solo conoscendo il passato e le proprie radici ci si può proiettare verso un futuro migliore. In particolare, abbiamo a cuore le esigenze dei più piccoli, e inaugurare uno spazio loro dedicato all'interno di una realtà così importante come l'Ospedale Cardarelli ci riempie di gioia. Inoltre, prevediamo di festeggiare le nozze d'argento sempre a Napoli, anche con un importante evento che unisca beneficenza e tradizione».

Nessuna cerimonia religiosa questa volta?
«No, sbaglia, ci sarà una Messa solenne a San Francesco di Paola, presieduta dal Priore della Delegazione di Napoli e Campania dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, l'Arcivescovo Emerito di Benevento Monsignor Andrea Mugione, con la partecipazione degli altri nostri Cavalieri Ecclesiastici. Ho saputo anche, con molto piacere, della presenza di un picchetto d'onore degli allievi della Scuola Militare Nunziatella cui siamo molto legati; non a caso, infatti, abbiamo istituito tanti anni fa una borsa di studio in loro favore».

Quando viene a Napoli che sensazioni prova a pensare che avrebbe potuto essere anche il re di questa città?
«Sicuramente di orgoglio, soprattutto nel vedere tutte le opere realizzate dai miei antenati che contribuirono a rendere Napoli la terza città d'Europa; sono inoltre anche molto fiero che in questi ultimi anni, grazie al Movimento Neoborbonico, è iniziata una rilettura più obiettiva della Storia del Regno di Napoli e delle Due Sicilie. Mi piacerebbe anche trascorrere in città un periodo piuttosto lungo, ma in modo totalmente anonimo, così come facevano i miei antenati, per poter meglio conoscere il vero spirito napoletano».

La tre giorni napoletana, oltre al programma ufficiale, prevede anche alcuni altri significativi momenti: la consegna da parte dei Reali di un pastore raffigurante Francesco II di Borbone che andrà ad arricchire il Presepe degli Uomini Illustri presso la Chiesa di San Ferdinando di Palazzo; e, sempre a proposito di Francesco II, i Principi riceveranno da Gigi di Fiore una copia del suo libro sulla vita in esilio dell'ultimo sovrano di Napoli. Ed ancora una sorpresa: dopo la cerimonia religiosa in San Francesco di Paola, il noto pizzaiolo di Gragnano Enzo Staiano, che riuscì a consegnare la pizza a Papa Francesco, offrirà a tutti i partecipanti assaggi di pizza cotti al momento in un apposito forno a legna allestito nel cortile della Chiesa. Sempre per festeggiare l'anniversario di nozze, infine, i Principi incontreranno gli amici napoletani a Palazzo Ischitella in casa di Leopoldo e Federica de Gregorio Cattaneo di Sant'Elia. Lunedì, in chiusura di soggiorno, dopo un rapido passaggio da «Marinella», accompagnati da una troupe della televisione francese M6, andranno a visitare la Reggia di Caserta, dove la Principessa Camilla pianterà una camelia in ricordo dell'ava Maria Carolina che importò a Napoli queste piante.
 
Venerdì 2 Novembre 2018, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 02-11-2018 15:55
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COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2018-11-05 23:36:21
Una curiosità: l'autore di questo articolo è lo stesso Eugenio Donandoni che, stando a quanto si legge sul web, è "delegato vicario dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio", nonché direttore della rivista "Cronache Costantiniane"? Se sì, dobbiamo ormai considerare il Mattino come la buca delle lettere dei monarchici borbonici?
2018-11-05 22:26:55
La signora Crociani ha dichiarato apertamente di avere velleità politiche. Può godere, come è noto, di notevole disponibilità economica, ed è facile pensare che metterà la sua cospicua fortuna al servizio di queste mire. Una volta esistevano degli argini contro simili derive. Il Mattino, per esempio, era fieramente schierato contro le pulcinellerie del neoborbonismo. Adesso, invece, sembra tristemente avallarle.
2018-11-05 22:22:43
La signora Crociani ha dichiarato apertamente di avere velleità politiche. Può godere, come è noto, di notevole disponibilità economica, ed è facile pensare che metterà la sua cospicua fortuna al servizio di queste mire.
2018-11-02 13:24:19
Alfonso d'Aragona a chi si congratulava con lui per essere figlio e fratello di sovrano rispondeva: "grande è colui che per sé splende". Di cosa splenda Carlo di Borbone non mi è chiaro, ed ancora meno a che titolo gli si conceda l'onore del picchetto degli allievi della Nunziatella o del taglio del nastro al Cardarelli. Posso capire i neo-borbonici, che costituiscono un'istituzione privata che può fare quello che vuole, posso capire (anche se non ne condivido le motivazioni) l'atteggiamento di certi intellettuali, ma francamente le istituzioni dovrebbero limitarsi a concedere gli onori solo a soggetti istituzionali o privati che abbiano contribuito al miglioramento della società. Le istituzioni che si prestano ad omaggiare il potente in quanto tale corrono il rischio di apparire antidemocratiche.

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