Christian, aggredito da un orso in Trentino col padre: «Minacciato dagli animalisti, non voglio che muoia ma questi animali vanno gestiti»

Domenica 28 Giugno 2020 di Alessia Strinati

«Siamo contrari all'abbattimento dell'orso perché abbiamo rispetto della montagna e degli animali che ci vivono, anche se siamo cacciatori, ma sono troppi e vanno gestiti». Sono queste le parole di Christian Misseroni il giovane aggredito insieme al padre da un orso, appunto, sul Monte Peller in Trentino. 

Il giovane, da sempre abituato ad andare in montagna, in un'intervista a Il Corriere della Sera ha confessato di essere vittima di minacce e accuse da parte degli ambientalisti che lo accusano di essere la causa della caccia all'orso e della morte di un altro esemplare. «Noi vogliamo sicuramente una gestione della presenza degli orsi più pulita possibile, ma il problema va necessariamente affrontato, perché, purtroppo, nella nostra zona, la popolazione degli orsi è satura», spiega nell'intervista dicendo che sempre più animali vengono visti in prossimità delle case e ciò rappresenta ovviamente un potenziale rischio per l'uomo.

Suggerisce di poter spostare gli animali in altre zone, ma chiarisce: « Però prima o poi, se non si fa qualcosa, ci scappa il morto, perché gli orsi sono anche loro stressati dalla presenza sempre maggiore dell' uomo sulle montagne». Una convivenza difficile, dunque, tra uomo e orso, per la quale sembra sempre più importante fare qualcosa sebbene il giovane ribadisca che non  è nella morte la soluzione.

Poi racconta cosa è accaduto il giorno dell'aggressione: «Io ero a 200 metri dalla strada principale alle 17, vestito con colori vivaci, jeans e scarponi gialli, senza macchina fotografica, nulla che incentivasse un attacco. Sotto di me passava un piccolo sentiero, lo abbiamo imboccato e l'orso ci ha aggredito». Dopo l'episodio è stato accusato di aver infastidito l'animale o di averlo innervosito, ma nega tutto spiegando che l'animale è uscito improvvisamente dal bosco con fare minaccioso mentre lui semplicemente stava camminando. Non nasconde ora la sua paura di tornare in montagna, un luogo che ha sempre amato e fa parte di lui e della sua cultura: «Questa cosa non è ammissibile».

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