«Daniil sono qui che ti aspetto», da cinque anni scrive lettere su Facebook per cercare il figlio

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La tenacia di un papà è un messaggio in bottiglia su Facebook quello che un docente di letteratura russa residente a Verona ha lanciato per ritrovare il figlio biologico, Daniil, che non può più vedere dal 2010, quando rientrò in patria con la madre. La donna, ex compagna dell'uomo, era tornata nel Paese natale per una vacanza. Ma da allora - per dissidi insanabili con lei - il docente non ha più potuto vedere il ragazzino, di cui è il padre biologico.



L'ha fatto l'ultima volta sei anni fa, un incontro di poche ore in Russia, in occasione del suo compleanno. Poi più nulla. Ogni tentativo di rimettersi in contatto con la famiglia è risultato vano. Così, da oltre cinque anni, l'uomo invia ogni giorno nella vastità del web lettere, poesie, riflessioni, postandole in una pagina Facebook dedicata al figlio, che oggi ha 16 anni.
 
Nella speranza che un giorno, casualmente o meno, il giovani incappi in quel messaggio in bottiglia, lo apra, e decida se vuole riallacciare il rapporto con il papà. Un contatto che finora non c'è stato.
 

Per veicolare il più possibile il desiderio di ritrovare il figlio, l'uomo ha recentemente pubblicato anche un 'Diario di paternità' - che verrà tradotto e distribuito in Russia - che pur senza riferimenti anagrafici precisi racconta questa dolorosa vicenda di separazione e speranza.
 
 
Martedì 27 Febbraio 2018, 18:10 - Ultimo aggiornamento: 27-02-2018 19:32
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