Aereo scarica la toilette: a Windsor uomo in giardino “bombardato” di escrementi. Il caso di Monteverde

Sabato 23 Ottobre 2021
Aereo scarica la toilette: a Windsor uomo in giardino “bombardato” di escrementi. Il caso di Monteverde

Gli è andata pure bene: ha fatto sì una doccia di puzzolenti liquami che hanno innaffiato anche il giardino e il tetto di casa sua, ma in realtà ha rischiato di essere ucciso o ferito da un blocco di ghiaccio azzurrino precipitato dal cielo. Non un grosso chicco di grandine: proprio un blocco di ghiaccio di alcuni chilogrammi piombato al suolo da una altezza di un paio di chilometri. Un proiettile micidiale. E' accaduto nei giorni scorsi a Windsor, a ovest di Londra dove un uomo ha segnalato di essere stato irrorato di escrementi liquidi che hanno coperto anche parte della casa e gli ombrelloni del giardino. La municipalità della storica cittadina ha già registrato in passato episodio di questo tipo perché si trova sotto il "finale" principale dell'aeroporto di Heathrow, lo scalo più trafficato d'Europa. Gli aerei, nella discesa verso la pista, sorvolano Windsor e così in passato non sono mancati bombardamenti di blue ice, ghiaccio blu, ovvero blocchi congelati di quanto viene raccolto nelle toilette degli aerei.

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Il sistema dovrebbe essere sempre sotto pressione per evitare perdite e sono state anche eliminate quelle toilette più antiquate con serbatoio che in caso di "colmo" nebulizzavano il liquido in eccesso (escrementi insieme alle sostanze bluastre usate dai Wc chimici), ma i guasti sono sempre in agguato. Se così c'è una fuoriscita di liquidi avviene immediatamente il congelamento perché in quota il termometro è di parecchio sotto lo zero.

La novità di quest'ultimo episodio è che in realtà gli escrementi non si sono congelati causando un effetto pioggia. Puzzolente, ma non pericolosa. Un altro episodio simile è stato registrato in queste settimane a Portsmouth.

Il caso di Roma

Negli anni resta il caso di Monteverde a Roma che portò anche all'apertura di un'inchiesta restata senza colpevoli. Nel maggio nel 2018, di notte, un blocco di ghiaccio blu pesante 20 chili sfondo una Toyota parcheggiata in via Giacomo Folchi. Immaginabili le micidiali conseguenze se avesse colpito un passante o la stessa proprietaria della vettura. E’ stata lei ad accorgersi del disastro: ”Correte, la mia auto è stata distrutta da un blocco di ghiaccio”.

La segnalazione, per quanto insolita, si rivelò fondata. L'equipaggio della Volante constatò che il blocco di ghiaccio aveva sfondato il tetto, il parabrezza e il cruscotto della vettura. Impossibile che il ghiaccio fosse stato lanciato da un palazzo vicino.

Considerate le dimensioni del blocco, la violenza dell'impatto, la possibile traiettoria e anche il fatto che sulla verticale della vettura non vi sono finestre o balconi, restava la possibilità, ha registrato la polizia nella segnalazione alla Procura, che si trattasse di ghiaccio staccatosi da un velivolo di linea in fase di atterraggio probabilmente a Ciampino. Del resto a quell'ora il cielo era solo parzialmente coperto da nubi. Impossibile catalogare quel blocco di ghiaccio fra la grandine.  

In Italia un uomo venne ferito alla testa 19 anni fa ad Ancona. Altre volte i blocchi di ghiaccio hanno sfondato tetti e solai. La maggior parte di questi blocchi cadono in zone disabitate o in mare, ma quando precipitano su zone popolate come una città si innesca un comprensvile allarme. 

La Procura, come prima mossa, chiese all'Enav il registro del traffico aereo su Roma attorno all'ora della caduta del blocco di ghiaccio: non sono tantissimi i velivoli di linea che "approcciano" gli scali della Capitale seguendo determinati corridoi. Non se ne è più saputo nulla.

Ultimo aggiornamento: 16:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA