Arte, archivio personale Federico Zeri donato a Fondazione dell'Università di Bologna

Venerdì 24 Settembre 2021
Arte, archivio personale Federico Zeri donato a Fondazione dell'Università di Bologna

L'Università di Bologna riceve in dono un Archivio di grande valore con varie migliaia di lettere inviate da oltre 1.000 corrispondenti dagli anni Quaranta al 1998 di Federico Zeri a 100 anni dalla nascita di (1921-1998) a. Lo ha reso noto lo stesso Ateneo, a cui Zeri ha lasciato la fototeca e la biblioteca d' arte, insieme alla sua villa di Mentana e alla collezione di epigrafi. L'annuncio è arrivato nel corso dell'evento «Anno Zeri» per celebrare i 100 anni dalla nascita di Federico Zeri. Si tratta di varie migliaia di lettere inviate allo studioso dagli anni Quaranta al 1998, anno della sua morte. 

Per onorare questa importante donazione, in occasione del Centenario della nascita, viene inoltre bandito dalla Fondazione Federico Zeri un Assegno di ricerca di un anno, a cui contribuisce anche l'Accademia Carrara di Bergamo, per supportare una ricerca volta a indagare la figura di Federico Zeri e il suo lavoro di studioso. Particolare attenzione sarà dedicata alla costituzione della sua straordinaria fototeca d' arte, agli anni della formazione, alle frequentazioni con Roberto Longhi e Bernard Berenson, all'esperienza nell'Amministrazione delle Belle Arti. Verranno approfonditi i rapporti dello studioso con musei e grandi collezionisti, in Italia e negli Stati Uniti, da cui sono scaturiti fondamentali cataloghi. Nel corso dell'evento è stata anche annunciata la nascita dell'Associazione Amici di Federico Zeri che collaborerà con la Fondazione allo sviluppo e al sostegno di nuovi progetti, mentre il direttore della Fondazione Andrea Bacchi ha presentato il programma delle iniziative promosse dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Federico Zeri a cui partecipano l'Accademia Carrara, il Museo Poldi Pezzoli e i Musei Vaticani, tre prestigiose istituzioni museali legate al nome di Zeri. L'archivio fotografico si è arricchito, negli anni, con donazioni illustri fino a divenire un vero e proprio repository di riferimento in Italia per gli archivi di storici dell' arte: ultima in ordine di arrivo la fototeca di Anna Ottani Cavina (primo direttore e presidente onorario della Fondazione Zeri) di cui presto partirà la catalogazione, ed è in arrivo da Roma quella dello studioso Alvar Gonzales-Pàlacios. Dalle 290.00 fotografie del lascito Zeri oggi il patrimonio della Fondazione è arrivato a 435.000 fotografie.

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Federico Zeri è stato uno storico dell' arte di statura internazionale; il suo Archivio costituisce dunque una risorsa importante per la storia dell' arte italiana, ma sarà anche in grado di offrire un ampio spaccato del mondo della cultura dal dopoguerra fino agli anni Novanta del Novecento. Documenti che attendono solo di essere studiati per ricostruire i progetti, le ricerche e le fitte relazioni intrecciate da Zeri con i più importanti storici dell' arte, studiosi, curatori, mercanti, collezionisti, musei e università, anche oltre oceano. Sarà possibile finalmente percorrere, anno dopo anno, le tappe della vita e dell'intensa carriera di Federico Zeri sulla quale non è ancora stata condotta un'indagine a tutto campo. Obiettivo della Fondazione Zeri sarà dunque rendere disponibile l'Archivio dello studioso, che andrà a integrare la documentazione della fototeca e della biblioteca aprendo nuove prospettive di ricerca. Uscirà a breve il primo carteggio inedito: Federico Zeri-Roberto Longhi. Lettere (1946-1965) a cura di Mauro Natale, SilvanaEditoriale. La corrispondenza scambiata tra Federico Zeri e Roberto Longhi copre circa vent'anni della vita dei due studiosi (1946-1965) quasi senza discontinuità e include 349 lettere. 

La raccolta consente di scoprire la storia avvincente delle relazioni tra i due maggiori storici dell' arte italiani del XX secolo, ripercorrendola dagli inizi: dalle testimonianze entusiaste e incontenibili del giovane Zeri nei confronti del maturo maestro, alla scoperta da parte di Longhi del prodigioso ingegno dell'esordiente storico dell' arte, a cui dedica una insospettata e affettuosa disponibilità. Il tono delle lettere, superata l'iniziale diffidenza, diventa nel tempo sempre più confidenziale tanto che il carteggio costituisce, negli anni in cui lo scambio è più intenso (1946-1955), una sorta di diario in cui sono registrate difficoltà e delusioni personali, scoperte ed esperienze esaltanti, battaglie perdute e i primi successi. Contestualmente alla donazione dell'Archivio, il nipote Eugenio Malgeri Zeri e l'Università di Bologna hanno destinato all'Accademia Carrara di Bergamo 10 paraste in marmo scolpito del XVI secolo che ornavano la biblioteca della Villa di Mentana, proprietà dell'Ateneo bolognese. Una scelta che conferma il legame tra Federico Zeri e la prestigiosa istituzione bergamasca a cui lo studioso, nel 1998, aveva donato 46 sculture di età moderna della sua collezione. Una relazione dunque che non si è ancora interrotta, e che inizia negli anni Cinquanta quando Zeri era solito visitare la Carrara, che amava per la qualità e la ricchezza delle sue raccolte. Il museo dal 2015 ha destinato un'intera sala appositamente allestita per ospitare il lascito Zeri a cui si aggiungeranno le paraste marmoree che potranno essere godute dal pubblico insieme al resto della collezione. Le sculture del dono Zeri, pur essendo state a più riprese argomento di studio, saranno oggetto di una nuova e approfondita indagine che ha portato a inediti risultati e a nuove attribuzioni e che sfoceranno nella pubblicazione di un catalogo. 

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 11:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA