Fiorenza, la napoletana in finale di Miss Italia: «Si vive troppo per i social, basta mostrare solo il lato B»

di Stefano Prestisimone

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C'è una sola napoletana tra le trentatré aspiranti Miss Italia ma il diagramma delle sue azioni punta decisamente verso l'alto. Fiorenza D'Antonio, bionda, occhi verdi, 21 anni, 1.73, laureata in fashion design, fotomodella, a dispetto della dolcezza del volto è tosta e determinata e non nasconde le velleità. Da undici anni pratica contorsionismo aereo, una spettacolare disciplina acrobatica circense, con le evoluzioni ottenute grazie ai tessuti («mi piacerebbe avere la possibilità di potermi esibire durante la finale», azzarda lei), ed è dunque pronta ad affrontare anche la battaglia finale di lunedì 17 settembre a Milano, in diretta su La 7 con la conduzione di Francesco Facchinetti e Diletta Leotta dagli studi tv che hanno ospitato «X Factor» e «Fratelli di Crozza». Già l'altroieri, alla prima uscita pubblica, sul red carpet della Mostra di Venezia, ha conquistato gli obiettivi dei fotografi più di chiunque altra.



Fiorenza, lei è l'unica napoletana rimasta in questa settantanovesima edizione. Sensazioni speciali?
«Scontato dire che mi sento al settimo cielo. Ma le emozioni più forti mi sono state regalate dall'amore e dell'affetto dei familiari, degli amici ma soprattutto delle tantissime persone che non conosco e che mi stanno sostenendo in un modo incredibile attraverso i social. Sento la vicinanza della mia regione, dove vive gente di gran cuore. Non ho pianto quando ho saputo di essere in finale ma mi ritrovo a ritoccarmi il trucco ogni volta che leggo i messaggi d'affetto. Certo, avverto anche un po' il peso di essere l'unica rappresentante. Ma in fondo mi piace sentire addosso le responsabilità».

L'idea originale della partecipazione da chi è partita?
«Da me. Non mi nascondo dietro frasi tipo mi hanno convinto, ero li ad accompagnare un'amica. Sono sempre stata un po' restia sulla partecipazione, ma stavolta ho ritenuto fosse il momento giusto. Mi sono appena laureata in fashion design e ho vinto una borsa di studio per frequentare un master alla Condenast Social Academy, realizzato con il contributo didattico della Bocconi. Siamo state scelte in 18 su 4.000 candidate. Mi sono detta: ora posso tentare quest'avventura».

In questo momento storico l'immagine è tutto o quasi tutto. Ma è sufficiente?
«Sono spaventata dal trend della mia generazione, che è senza certezze. In questa società liquida paradossalmente si vive per condividere. Io condivido quello che vivo. E si vede chiaramente dai miei profili social, dove sono semplicemente me stessa sempre, senza filtri. Io con i social ci lavoro, ma non vivo con un telefonino in mano, è avvilente. Bisogna saper dare la giusta importanza. Ed è tutto molto preoccupante soprattutto per le generazioni future. Chi è influencer non dovrebbe semplicemente mostrare il suo lato B ma dare un contributo di valori».

Con tutta la scaramanzia possibile, che chance pensa di avere in finale?
«Ho detto alla mia famiglia e al mio fidanzato, Fabrizio Acampora, che partecipo per vincere. Inutile nasconderlo. Se arrivi fin qui devi avere ambizioni. Sono un tipo pepato, se alla giuria arriverà la mia personalità penso di avere delle buone possibilità».

Intanto con le altre trentadue finaliste del Festival del cinema di Venezia ha sfilatoe sul red carpet del Lido. Per un'amante del cinema è un bel regalo.
«Una grande emozione. Io adoro il cinema, mi piacerebbe provare a fare l'attrice, ma sono molto affascinata anche da tutta la parte tecnica, dietro le quinte e dietro la macchina da presa. Spero tanto di riuscire in qualche modo a far parte di questo mondo».

La storia speciale di Chiara Bordi, Miss Etruria, di Tarquinia, 18 anni e una protesi alla gamba in seguito ad un incidente con il motorino?
«Lei è fantastica, una ragazza umanamente meravigliosa, sono felice davvero che sia arrivata in finale. Nonostante la sua condizione non semplice ha dimostrato un carattere pazzesco ed è portatrice di un messaggio potente. La sua è una lezione di vita. Ha subito un trauma del genere ma non si abbattuta, si è rialzata più forte di prima».

In tempi di violenze sulle donne e di scandali hollywoodiani per le molestie, qual è la sua posizione?
«È molto sottile la linea che divide il complimento dalle molestie, è un terreno molto accidentato. Ma in assoluto credo che sia stato giusto sollevare il coperchio da una pentola che bolliva da troppo tempo. Chi sfrutta il proprio ruolo per circuire e ottenere favori sessuali compie una bassezza e una ignominia che deve essere punita».
 
Domenica 9 Settembre 2018, 13:58
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