Gigi Proietti, a due anni dalla morte non ha una degna sepoltura: «Cappella ancora non realizzata»

Il 2 novembre del 2020 è morto il grande artista romano, che è stato seppellito in Umbria vicino ai suoi genitori, in attesa che il Campidoglio realizzi la cappella

Gigi Proietti senza degna sepoltura. A 2 anni dalla morte del mattatore, non è stata ancora realizzata la cappella al Verano
Gigi Proietti senza degna sepoltura. A 2 anni dalla morte del mattatore, non è stata ancora realizzata la cappella al Verano
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 13:12 - Ultimo agg. 14:31
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Gigi Proietti ancora non ha una tomba. A quasi due anni dalla morte del grande artista romano, avvenuta il 2 novembre 2020, non c'è ancora una sepoltura nel cimitero del Verano di Roma. La salma di Gigi, infatti, si trova ancora a Porchiano del Monte, paesino dell'Umbria dove riposa nel cimitero vicino ai genitori. La moglie e le figlie dell'attore attendono che il Campidoglio realizzi una cappella degna della grandezza artistica di Proietti. C'è l'ok amministrativo, ma la realizzazione ancora non è partita, scrive La Repubblica.

Senza riposo

«L'iter amministrativo per la sepoltura delle spoglie di Gigi Proietti prosegue regolarmente in stretto raccordo tra la famiglia, Ama e Roma Capitale secondo le disposizioni della stessa famiglia del grande artista. La direzione di Ama cimiteri capitolini ha già incontrato l'architetto incaricato dalla famiglia Proietti ed è ora in attesa che la stessa famiglia normini un archeologo, obbligo dettato dalla Sovrintendenza e attività propedeutica alla realizzazione del manufatto cimiteriale» scrive in una nota la municipalizzata Ama, incaricata anche dei servizi cimiteriali.

Famiglie nel silenzio

Dalla famiglia Proietti, da sempre riservata e senza mai alcun intervento polemico, c'è silenzio sulla vicenda della mancata sepoltura nella città che Gigi ha tanto amato, rappresentato, cantato. Eppure, sembra che la burocrazia, sia più forte dell'amore che Roma e i romani nutrono ancora nei confronti dell'immenso mattatore. Repubblica scrive che «le comunicazioni tra gli eredi di Proietti e Ama si sono interrotte da mesi e tanto in azienda che in Comune restano tutti in attesa di sapere che ne sarà del monumento funebre più atteso di Roma».

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