La giornalista dissidente russa che aveva protestato in tv: «Ho aiutato la propaganda di Putin e me ne vergogno»

La giornalista dissidente russa che aveva protestato in tv: «Ho aiutato la propaganda di Putin e me ne vergogno»
La giornalista dissidente russa che aveva protestato in tv: «Ho aiutato la propaganda di Putin e me ne vergogno»
Giovedì 14 Aprile 2022, 10:52 - Ultimo agg. 16:07
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Aveva protestato in tv dopo anni di lavoro nella tv di stato, proprio nei primi giorni di guerra. Un'uscita che le era costato anche un processo lampo e un interrogatorio di oltre 14 ore, oltre che una multa. La giornalista dissidente russa, è tornata a raccontare i suoi lunghi anni da professionista in Russia e il suo ruolo nella propaganda: «Mi dispiace sinceramente di aver contribuito a rendere zombie i russi con la propaganda di Stato… Ho contribuito fino al giorno in cui ho protestato. E me ne vergogno», ha scritto in un lungo articolo sul giornale tedesco Welt Marina Ovsyannikova, diventata famosa per aver mostrato un cartello contro la guerra nella tv russa. «Per molti anni ho lavorato per l'emittente statale russa Perwyj Kanal e sono stata coinvolta nella creazione della propaganda. Uno dei compiti era quello di raccontare costantemente quanto sia brutta la vita negli Stati Uniti, nell'Occidente in generale e in Ucraina. Il mio lavoro comprendeva anche l'analisi di influenti giornali internazionali per cercare articoli che parlavano bene di Putin e della Russia».

Marina Ovsyannikova, la reporter russ anti-guerra assunta dal giornale tedesco Die Welt

Le critiche

La donna, che è stata ora assunta proprio da Welt, racconta il suo percorso personale e familiare come madre separata di due figli e con la necessità di lavorare. Ovsyannikova affronta anche le critiche nei suoi confronti, ad esempio da parte di giornalisti indipendenti che «hanno rischiato la vita per molti anni per lottare contro il sistema», verso cui la giornalista esprime però gratitudine e ammirazione. Ovsyannikova risponde anche a chi crede che «sia una spia britannica in Russia o una spia russa in Ucraina» o a chi le «nega la capacità di riferire in modo indipendente a causa del mio passato», rispondendo «non posso disfare ciò che ho fatto. Posso solo cercare di fare tutto il possibile per aiutare a distruggere questa macchina e porre fine a questa guerra».

La giornalista ha infine aggiunto che dopo Bucha «tutti i russi hanno una responsabilità collettiva. Come i tedeschi per i loro crimini nella seconda guerra mondiale, dovremo chiedere perdono per decenni per quello che abbiamo fatto». 

 

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