Chiara Nasti: «Noi giovani donne di Calabritto sfacciate e per niente snob»

Venerdì 15 Marzo 2019 di Francesca Scognamiglio

Una agenda piena di impegni e un ritmo quotidiano diviso tra il consumo e l'apparire: sono le ventenni napoletane neo ricche, così classificate da Salvatore Pica nel libro La donna napoletana divisa per quartieri e impronte labiali che racconta di come, oggi, molte giovanissime partenopee siano in realtà senza patria ma internazionali, di cui ogni movimento sia ben studiato e carico di significato. Dopo la replica di Alessandra Rubinacci, a proposito delle donne di Posillipo, ecco cosa ne pensa delle nuove ricche una delle più autorevoli influencer internazionali, la blogger e imprenditrice Chiara Nasti: 21 anni e 1 milione e 600 mila followers e una vita divisa tra Chiaia e il resto del mondo.

Chi è Chiara Nasti?
«Sono un maschiaccio che gioca a fare la vamp».

Secondo l'autore Pica, le neo ricche credono solo nel Dio Denaro. Come replica?
«Esistono queste ragazze, che vivono di status symbol, griffe e stereotipi. Ma esiste anche quel 50% di donne che invece vive questa improvvisa ricchezza con grande senso di responsabilità, consapevole che tutto potrebbe finire. Va considerato e gestito con intelligenza questo successo come frutto del proprio lavoro».

Si considera un esempio per le ventenni di oggi?
«Sì, perché mi seguono 1 milione e 600mila persone e mi sento nel dovere di dare dei consigli e dei messaggi attraverso i social».
 
Quali?
«Non faccio insta stories in macchina mentre sono alla guida. Perché è una cosa pericolosa e so che tante ragazze potrebbero imitarmi. Quindi allaccio le cinture e cerco di trasmettere messaggi educativi».

Lei ha modo di confrontarsi con donne di tutto il mondo. La donna napoletana come è?
«La donna napoletana ha una marcia in più. Viviamo in una città del sole, il clima ci aiuta ad avere un umore sempre allegro. Siamo socievoli e, cosa da non sottovalutare, siamo abituate a combattere le difficoltà. Quindi nulla ci fa paura».

Dote principale?
«Noi napoletane siamo sfacciate. Ma quello che più apprezzo è che siamo sempre molto curate nell'aspetto».

Da esperta di moda cosa ne pensa delle napoletane e del loro rapporto con il mondo del fashion?
«Sappiamo valorizzare qualsiasi capo. Abbiamo classe e gusto, indipendentemente dal valore di ciò che indossiamo. L'eleganza è insita nel dna delle donne napoletane, non conosciamo cosa sia la sciatteria».

Cresciuta a Capodimonte ma oggi residente a via dei Mille. Esiste una diversità tra i quartieri e le donne?
«Credo che le differenze esistano, sono leggere sfumature dovute al contesto e alla tipologia di quartiere».

Ad esempio?
«Il modo di parlare, c'è anche una leggera differenza dialettale tra rione e rione».

Cosa distingue, voi donne del salotto buono di Napoli dalle altre?
«Le donne di Calabritto hanno la puzza sotto il naso. Ma è più un luogo comune che una verità».

L'uomo ideale della donna di via dei Mille, secondo quanto descritto nel libro, è un industriale del Settentrione. Quanto c'è di vero?
«Non mi ritrovo in questa idea, è discriminante».

Che uomo cerca invece, una ragazza neo ricca?
«Un uomo riservato, concreto, poco incline all'apparire».

Quindi niente Paperon de' Paperoni?
«Siamo felici di avere la nostra indipendenza economica. Non occorre quella dell'uomo. Meglio un partner discreto e tranquillo che uno spendaccione».

Le ventenni neo-ricche napoletane hanno dei luoghi simbolo come descrive Pica?
«Esistono dei luoghi molto frequentati, come i baretti di Chiaia o locali quali Teatro Posillipo e Terrazza Calabritto».

Quanto è presente Napoli nel suo mondo virtuale?
«Amo questa città, e cerco di rappresentarla sempre nella mia vita pubblica».

Qual è la sua donna ideale?
«Chiara Ferragni ha rappresentato il mio modello. Ora, il mio ideale è me stessa, quello che sono diventata».

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