Da Alba Parietti a Pippo Baudo passando per Raffaella Carrà e Giampiero Mughini: i vip incoronano la Juve

Lunedì 27 Luglio 2020

«Cara Juve, mi piaci ahah mi piaci ahahah mi piaci tanto tanto ah sembra incredibile ma sono pazza di te . COMPLIMENTIIII» così Raffaella Carrà su twitter.

«È storia che diventerà leggenda. 9 scudetti consecutivi. Irripetibile. L' ultimo è stato il più sofferto e anche per questo più meritato. Complimenti alla #Juventus e ai suoi tifosi» così l'ex telecronista Riccardo Cucchi.

»Ci si innamora giustamente dei giocatori (Buffon, Del Piero, Pirlo, Tevez, Pogbà, Mandzukic, Dybala, Higuain, CR7) e a volte degli allenatori (Conte, Allegri, Sarri), ma gli scudetti li vincono le Società« così il telecronista Sandro Piccinini su twitter.

«Tra i nove scudetti vinti di seguito, questo è il più brutto non solo perché cade nell'anno del Covid che ha snaturato il campionato. Ma è il più brutto perché la Juve ci arriva dopo aver perso spesso. Nel centrocampo aleggia l'ombra di Pirlo, ma è una soltanto una fotografia cartonata. È una brutta Juve che vince un brutto campionato». Così il giornalista Giovanni Minoli, tifoso bianconero, commenta con l'AdnKronos la vittoria dello scudetto da parte della Juventus. Minoli esprime una seconda considerazione, «non da juventino ma da osservatore». Il fatto che «una squadra vinca per nove anni di fila il campionato, la dice lunga sul livello del calcio italiano: vuol dire che non si lotta mai. E questa non è una bella immagine per il Paese. L'idea di non avere una rivale che non regga più di 10 partite è brutto perché significa che il Paese calcistico è scarso, scarsissimo, sia per quanto riguarda la tenuta psichica sia per quanto concerne la qualità delle squadre». Questa, osserva Minoli, «mi sembra una fotografia dell'Italia. La Juve, diciamo, è la Bce che emette moneta, ma l'Italia sono tutte le altre». Il fatto che anche qualche altra squadra possa salire sul gradino più alto del podio, darebbe «molto più lustro alla Juventus», conclude Minoli.

«Per noi la Juve è una fede, ce l'abbiamo nel cuore». È con queste parole che Alba Parietti saluta entusiasta la vittoria del nono scudetto da parte della squadra di Sarri. «Per noi la Juventus è un destino. E poi per me rappresenta il legame con la mia città, Torino. Ogni volta che i bianconeri vincono è come se vincesse Torino, una città che ha bisogno di vincere. È una città che ha molto perso e sofferto, per noi la Juve è un orgoglio anche regionale. La Juve rappresenta tutto ed è una squadra che fa godere molto», conclude.

«È uno scudetto che non mi entusiasma molto, vuoi per la circostanza del Coronavirus che ha ovviamente fatto registrare un campionato anomalo, in cui i calciatori hanno giocato un giorno sì e un giorno no, in condizioni strane, in pieno sole, senza pubblico. Ma poi, bisogna onestamente riconoscere che la Juve ha vinto con merito, ma ha avuto troppi rigori a favore». A commentare così lo scudetto della Juve è Pippo Baudo, noto tifoso bianconero. «Quest'anno quindi sono felice ma con qualche riserva. E poi, coi tempi che corrono, diciamo che non c'è molto da festeggiare», conclude il conduttore.

«È una vittoria bellissima: nove scudetti, mai successo nei campionati europei. Una vittoria che non è adornata da quello che veniva promesso a inizio anno cioè un gioco nuovo, diverso. La squadra ha vinto perché gli altri sono più deboli». È il commento di Giampiero Mughini, giornalista e scrittore tifoso della Juventus, dopo il nono scudetto consecutivo bianconero. «Difficile giudicare il primo anno di Sarri, che non aveva una squadra costruita da lui, ma negli anni. Non è che uno va alla Juventus e insegna a giocare a calcio a Bonucci, a Ronaldo, a Dybala o a Pjanic. Sarri ha insegnato a giocare a calcio al Napoli, a una squadra di giovani, di talenti ancora inespressi. Se è giusto continuare? Sì, poi non è che ci sia in giro molto meglio».

Ultimo aggiornamento: 00:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA