Kate e il principe William nella bufera: «Per loro una terza residenza, le altre famiglie sul lastrico»

Kate e il principe William nella bufera: «Per loro una terza residenza, le altre famiglie sul lastrico»
Kate e il principe William nella bufera: «Per loro una terza residenza, le altre famiglie sul lastrico»
Mercoledì 24 Agosto 2022, 10:32 - Ultimo agg. 19:01
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I duchi di Cambridge nella bufera per la loro terza casa. Il principe William e Kate Middleton, insieme ai loro tre figli, si stanno per trasferire in una nuova residenza reale, a due passi dal castello di Windsor. I motivi, però, non bastano a placare una furente polemica nel Regno Unito.

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William e Kate, la terza casa a Windsor

La prossima residenza dei duchi di Cambridge sarà quella di Adelaide Cottage, nei pressi del castello di Windsor e all'interno di un complesso residenziale privato ed esclusivo. La nuova casa è un appartamento con quattro camere da letto, all'interno di un edificio molto rustico e non così sfarzoso. William e Kate, tuttavia, manterranno come residenza ufficiale, per motivi di lavoro, Kensington Palace (composto da 20 stanze) e resteranno i legittimi proprietari di Anmer Hall, nei pressi di Sandringham, come casa di campagna. La scelta di trasferirsi è dettata da motivi di privacy e di logistica, specialmente per quanto riguarda i figli. George, Charlotte e Louis dovrebbero andare nella stessa scuola, la Lambrook, nei pressi di Ascot. Per questo motivo, William e Kate hanno scelto una casa che faciliterebbe gli spostamenti e garantirebbe ai bambini più privacy e una maggior sicurezza. Lo riporta l'Independent.

 

 

William e Kate nella bufera

A tuonare contro il trasferimento di William e Kate ad Adelaide Cottage c'è Graham Smith, esponente di Republic, un gruppo di pressione che chiede da tempo l'abrogazione della monarchia e l'elezione diretta del capo dello Stato da parte dei cittadini. «La loro decisione è una sciagura, in tempi in cui le famiglie normali sono sul lastrico per il caro vita. Una famiglia media britannica deve affrontare il costo sempre più alto delle bollette e dei beni primari, mentre noi diamo un'altra casa a William e Kate?» - il duro commento di Smith - «Tutte queste case della famiglia reale costano tantissimo in termini di riscaldamento, sicurezza e staff. A gestirle è Crown Estate, che pur non essendo di proprietà diretta della regina, è comunque un'azienda statale, pagata da tutti i contribuenti».

 

L'affondo dell'opinionista

Non ci sono solo gli oppositori della monarchia a criticare l'imminente trasloco di William e Kate. Peter Hunt, opinionista ed ex inviato reale della BBC, ha spiegato: «Piaccia o no, una terza casa ai duchi di Cambridge mostra chiaramente che i reali non soffrono il costo della crisi e una recessione sempre più incombente allo stesso modo delle comuni famiglie britanniche. Quando i soldi dei contribuenti furono spesi per rinnovare Kensington Palace, William, socialmente attivo per i senzatetto, aveva spiegato che la famiglia avrebbe vissuto lì per parecchi anni».

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La difesa dell'esperto della famiglia reale

Non ci sono solo gli oppositori della monarchia a criticare l'imminente trasloco di William e Kate. Joe Little, giornalista e opinionista esperto della famiglia reale, ha provato a inquadrare le cose diversamente, motivando la decisione dei duchi di Sussex. «Spostarsi ad Adelaide Cottage garantirà sicuramente più sicurezza e riservatezza a William e Kate e permetterà di risparmiare sulla scorta e sull'impiego di uomini e mezzi a protezione della famiglia» - ha spiegato Joe Little - «Senza contare che avere i tre figli nella stessa scuola consentirà di evitare viaggi quotidiani da incubo, da una parte all'altra di Londra».

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La famiglia reale: «Decisione sofferta»

Una fonte vicina alla famiglia reale, per provare a stemperare le polemiche, ha invece spiegato: «William e Kate sono assolutamente consapevoli della crisi del costo della vita che tante famiglie stanno affrontando. Hanno preso questa decisione in modo sofferto e dopo lunghe riflessioni, non è stata una scelta a cuor leggero. Per loro, però, sarebbe stato estremamente difficile, restando a vivere a Norfolk, conciliare tutti gli impegni istituzionali con le necessità della famiglia».

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