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Kate Middleton e William, tour in Giamaica tra le proteste: «Tornate nelle favole». Rispunta l'ombra dello schiavismo britannico

Mercoledì 23 Marzo 2022
Kate Middleton e William, tour in Giamaica tra le proteste: «Tornate nelle favole». Rispunta l'ombra dello schiavismo britannico

«Principi e regine non appartengono alla Giamaica, tornate nelle favole!». Sono stati accolti così, senza troppa gloria, William e Kate arrivati qualche giorno fa per un tour nelle ex colonie britanniche dei Caraibi. I duchi di Cambridge sono atterrati in Giamaica in mezzo a molte proteste per la seconda volta in due tappe. Dopo l'episodio in Belize, dove un villaggio si era rifiutato di riceverli per ripicca sullo sfondo della vicenda d'un terreno conteso dalla comunità locale a un'organizzazione ambientalista patrocinata dal principe, secondo in linea di successione al trono della quasi 96enne regina Elisabetta, i due consorti hanno subito una contestazione anche all'arrivo nella capitale giamaicana Kingston: una piccola folla si è riunita di fronte alla sede dell'Alto Commissariato britannico, la rappresentanza diplomatica di Londra sull'isola, dove era in corso un ricevimento di benvenuto, per ricordare e denunciare il passato schiavista dell'Impero britannico.

Kate e William in Belize, respinti dalla comunità di Indian Creek

I re stanno nelle favole

I dimostranti hanno invocato gesti di scuse concreti da parte della monarchia e riparazioni per il passato coloniale. Mentre una ragazza innalzava un cartello su cui si poteva leggere: «Re, Regine, Principesse e Principi appartengono alle favole, non alla Giamaica!». Non esattamente un messaggio di simpatia per William e Kate, impegnati in una visita che - dopo Belize e Giamaica - li vedrà ospiti pure nelle Bahamas, nell'ambito di una missione programmata sulla carta per cercare di recuperare simpatie alla dinastia dei Windsor, rilanciare i rapporti con il Regno Unito in seno al Commonwealth e magari frenare i segnali di un crescente desiderio di affrancamento dalla corona inglese riemersi appena pochi mesi fa nella stessa regione con la formalizzazione a novembre dell'addio delle Barbados a ogni residuo legame con la monarchia. Il tour rientra anche fra le attività di rappresentanza all'estero affidata a vari componenti di primo piano della Royal Family per celebrare il Giubileo di Platino di Elisabetta II: giunta quest'anno all'anniversario record dei 70 anni di regno.

 

La Giamaica e il ricordo del colonialismo

Kate, in giallo, in omaggio ai colori del Paese, è sempre più raggiante, mentre William non ha saputo celare qualche ombra proprio per colpa delle proteste che stanno accompagnando questo viaggio.Così come era stato in Belize, infatti, anche in Giamaica c'è chi non vede di buon occhio la presenza di duchi. Nel Paese, infatti, c'è un'ampia fetta di popolazione, sostenuta da intellettuali, politici e leader di altri settori che auspicherebbero una Governo repubblicano. La Giamaica, infatti, pur essendo indipendente dal 6 agosto 1962, è un Paese del Commonwealth: ciò significa che ha un Governatore ma che la regina Elisabetta resta il capo di Stato. I giamaicani vorrebbero tagliare i ponti con Londra soprattutto per via del passato dell'isola. Il ricordo del colonialismo, con le sue brutture e i suoi crimini, è ancora nitido, e i tempi sarebbero ormai maturi per un cambiamento radicale. Una scelta già fatta di recente da Barbados, e che potrebbe portare a un'emulazione tra i tanti Stati legati ancora a doppio filo al Regno Unito.

Ultimo aggiornamento: 15:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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