Michela Murgia racconta la sua malattia: «Ho cominciato l'anno in terapia intensiva ma non mi vergogno»

Michela Murgia racconta la sua malattia: «Ho cominciato l'anno in terapia intensiva ma non mi vergogno»
Michela Murgia racconta la sua malattia: «Ho cominciato l'anno in terapia intensiva ma non mi vergogno»
Mercoledì 2 Febbraio 2022, 09:22 - Ultimo agg. 10:03
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Non nasconde la sua malattia, Michela Murgia, una che con le parole è abituata a giocare nel senso più nobile della parole. Non la nasconde perché ne riconosce il valore intrinseco e per questo ieri ha deciso di affidare ai social il racconto di ciò che sta vivendo. «La malattia non è una catastrofe, ma un pezzo della mia vita, che vale come gli altri e non voglio trattarla come un segreto oscuro o una cosa di cui vergognarmi». La scrittrice, 49 anni, sceglie di rivelare i suoi problemi di salute con un post per i fan che le hanno «scritto tanti messaggi per manifestare la delusione per la cancellazione delle date dei miei spettacoli delle prossime settimane», facendola «sentire meno sola».

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«Sognavo di iniziare l'anno nei teatri, incontrando le persone e tornando a guardarle negli occhi. Invece l'ho iniziato dalla terapia intensiva, a cui sta seguendo una cura lenta che richiederà ritmi molto diversi da quelli a cui ho sempre vissuto e lavorato», afferma l'autrice del romanzo «Accabadora» con cui ha vinto i premi Campiello, Dessì e SuperMondello. «Certe cose potrò farle, ma altre no e i lunghi spostamenti e le situazioni fisicamente performative per adesso sono fuori dalla mia portata».

«Di tanto in tanto», scrive su Facebook e Instagram, «compariranno anche condivisioni della mia cura, che fa parte di me come tutto il resto.

Ammalarsi è normale, curarsi è normale e anche scegliere in cosa fermarsi è normale. Non tornerà tutto come prima, ma quello che verrà dopo potrebbe persino essere meglio. Diamoci il tempo di farlo succedere».

Michela Murgia, il racconto del tumore nel 2014

A inizio gennaio, Michela Murgia aveva raccontato di aver subito un intervento di chirurgia toracica all’ospedale Fatebenefratelli di Roma, senza altre spiegazioni. Neanche in questo caso ha raccontato di che malattia si tratti. Nel 2014 invece aveva combattuto un tumore: «Improvvisamente ti scontri con qualcosa che non puoi controllare. I medici dicono: “Il tumore è messo così, andiamo a tentoni, non sappiamo che risultati darà la cura. Bisogna aspettare”. E tu, davvero, puoi soltanto aspettare. Il tuo tempo diventa un tempo d’attesa - aveva detto a Donna Moderna -. Dell’ultimo esame, degli esiti della chemioterapia. Io, che trovo insopportabile persino fare la fila alla posta, mi sono trovata a fare la fila per la mia vita. Ho scoperto di essere malata durante la campagna elettorale (Michela Murgia è stata candidata alla presidenza della Regione Sardegna nel 2014, ndr). E non ne ho parlato. Non volevo pietà, non volevo essere accusata di sfruttare la malattia. Avrei potuto fermarmi, ma avrei vanificato l’impegno di centinaia di persone. Allora ho tenuto duro, e sono andata a curarmi fuori dalla Sardegna: se avessi fatto la chemio a Cagliari, mi avrebbero riconosciuta e sarei finita sui giornali. Ho taciuto anch’io con i miei familiari più cari, mia madre e mia zia, perché ho capito che non avrei potuto affrontare il loro lutto. Una mamma che vede la figlia malata di cancro può solo essere disperata. Se io non ero cambiata perché avevo un tumore, il mio tumore avrebbe potuto paradossalmente cambiare loro».

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