Incendio a Milano, Morgan tende la mano ai vicini: «Voglio ospitare due famiglie sfollate»

Sabato 4 Settembre 2021
Incendio Milano, Morgan vuole aiutare i suoi vicini di casa: «Non appena potrò tornare a casa, ospiterò due famiglie»

Morgan si è subito interessato molto all'incendio del grattacielo a Milano. Dopo la grande paura e la fuga dall'incendio, Morgan tende la mano ai vicini di casa. Morgan è pronto ad accogliere delle famiglie, non appena potrà tornare a casa sua.

 

Dopo la diretta social in cui descriveva la scena tremenda delle fiamme alte che avvolgevano il grattacielo, adesso Morgan vuole aiutare i suoi vicini di casa che hanno perso tutto nel tragico incendio. Ma una cosa li accomuna, nessuno di loro, compreso il celebre cantante, ha un tetto sulla testa

Il cantante ai microfoni de Il Giorno ha dichiarato: «Io e altre famiglie che abitano accanto al grande palazzo che ha preso fuoco in via Antonini, a Milano, siamo stati allontanati dalle nostre case per il rischio di crolli. Dall'oggi al domani». Domenica scorsa, quando le fiamme hanno avvolto la Torre del Moro, ha ripreso tutto col suo telefono e adesso vuole dare una mano. 

«Sono ospite di una persona meravigliosa, il pittore e scultore Robert Gligorov, sempre a Milano. Con me ho soltanto qualche vestito e una chitarra - continua - Nella casa che ho dovuto lasciare, anche se temporaneamente, c'è tutto quello che mi permette di lavorare». 

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Nella torre invece abitava anche il cantante Mahmood: Morgan non ha ancora sentito il collega ma ha dichiarato che pensa di contattarlo a breve perché vuole capire cosa stia facendo per aiutare gli altri condomini. «Vorrei anche io fare qualcosa di concreto. Per esempio, stasera terrò un concerto al Comfort Festival di Ferrara: ho chiesto e ottenuto che se qualcuna di quelle famiglie che sono rimaste fuori casa avesse voglia di venire potrà farlo senza pagare il biglietto».

«Se il Comune lo consentirà e se sarà possibile tornare a stare nella mia casa, io la aprirò e ospiterò temporaneamente una o due di quelle famiglie che hanno perso l'appartamento. Il mio vuole essere sì, un gesto di solidarietà, ma anche un gesto rivolto a chi deve vigilare sulla loro situazione: queste persone non vanno lasciate sole».

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