Niki che gira il mondo col figlio disabile in spalla: «È cieco e con problemi mentali ma voglio dargli una vita avventurosa»

Lunedì 3 Gennaio 2022 di Chiara Bruschi
Niki che gira il mondo col figlio disabile in spalla: «È cieco e con problemi mentali ma voglio dargli una vita avventurosa»

Una promessa è una promessa, soprattutto se la si fa a se stessi. E Niki Antram è una madre che non ha intenzione di mollare. Oggi ha 43 anni ma quando è rimasta incinta ne aveva solo 17. Da oltre vent'anni viaggia insieme al figlio disabile in giro per il mondo, portandolo sulla sua schiena. L'obiettivo di questa madre coraggio che vive nell'Australia orientale vicino a Brisbane, era dare a Jimmy, oggi 26enne, la migliore vita che avrebbe potuto avere viste le sue condizioni. E per farlo ha deciso di fargli vedere il mondo, insieme.

Con lui sulla schiena ha visitato i luoghi più belli dell'Australia, è stata alle isole Hawaii e a Bali. Aveva appena finito di pianificare un viaggio in Canada quando la pandemia è esplosa rendendo impossibile qualsiasi spostamento internazionale. «Quando pianifico una vacanza lunga - ha spiegato Niki Antram al Daily Mail - mi accerto di portare tutto in valigia: mi servono molti pannolini, vestiti, lenzuola, porta cuscini e teli per il letto». 

Gli itinerari vengono studiati con grande precisione, nei minimi particolari. «Anche se so che staremo bene, preferisco chiamare tutti gli hotel, i ristoranti o qualsiasi altra attività dove faremo tappa per avvisarli che saremo in arrivo e che avremo bisogno di una certa assistenza». Una precauzione che ha imparato sul campo. Non sempre infatti tutti i luoghi visitati sono accessibili a persone con disabilità e i problemi logistici possono mettere a rischio la serenità del viaggio. Per non parlare degli spostamenti. Niki ha raccontato di aver imparato a trascinare il trolley e gli zaini portando il figlio sulle spalle. All'arrivo in aeroporto si fa aiutare da una sedia a rotelle fino all'imbarco sull'aereo. È l'unica circostanza in cui chiede aiuto alla sedia, ha spiegato. Finché ha la forza di portarlo sulla sua schiena, continuerà a farlo.  Jimmy è nato con problemi fisici e mentali, è non vedente e richiede un'assistenza ventiquattro ore su ventiquattro. La madre, nella vita di tutti i giorni, si fa aiutare da personale specializzato ma non in vacanza, dove ha creato un sistema perfettamente collaudato. 

Un rapporto molto stretto reso ancora già forte dal fatto, ha raccontato, che mamma e figlio hanno gli stessi gusti in fatto di vacanze. A entrambi piace stare all'aria aperta, amano la natura e l'acqua. «Dalle Hawaii a Bali - ha precisato Niki al tabloid - siamo stati fuori tutta la notte perché adora sempre fare festa proprio come me». E poi ancora: «Troverò sempre modi per dare a Jimmy una vita avventurosa, la più avventurosa possibile. E il più delle volte - ha aggiunto - bastano anche le cose più semplici, sono quelle che ama di più». Quando non sono in vacanza non vivono certo una vita tranquilla e sedentaria. Si svegliano presto ogni mattina ed escono per un giro in bicicletta all'alba: Niki pedala per entrambi mentre Jimmy è seduto dietro di lei. Poi la madre prepara la colazione e lo veste per affrontare la giornata. Ogni giorno cerca di insegnargli una parola nuova o un movimento. Nelle ore successive Niki deve anche trovare il modo di inserire un allenamento specifico che permette al suo fisico di essere in grado di portare il figlio in spalla. 

Una routine davvero complessa e stancante che però la donna non ha intenzione di abbandonare. Soprattutto perché rende il figlio felice. «È sempre felice, sorridente, so che non mi vede in modo tradizionale ma sono sicura che nella sua mente ha un'immagine di me, di come sono fatta», ha aggiunto. La sua vita non è stata facile: Niki è diventata madre molto giovane. La leggerezza dell'adolescenza ha lasciato il posto alle responsabilità, che sono aumentate quando sono emersi i problemi di salute del figlio.

Niki ha scoperto che Jimmy sarebbe stato cieco per sempre quando aveva appena due mesi di vita. Un duro colpo per la giovane madre, dal quale si è ripresa dopo diverso tempo. Sei mesi più tardi un altra brutta notizia: al piccolo viene diagnosticata l'epilessia. Una condizione che Niki è riuscita a gestire negli anni successivi, eliminando quasi del tutto gli attacchi. Una tenacia ancora una volta esemplare: «Qualche volta - ha confessato la donna - guardo lui che è così felice senza aver mai visto i colori, l'arcobaleno o le nuvole. E mi chiedo: come posso sentirmi triste?».

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