Gorilla e telefoni d'epoca italiani: ecco cosa dimenticano i passeggeri nella metro di Londra

Gorilla e telefoni d'epoca italiani: ecco cosa dimenticano i passeggeri nella metro di Londra
La metro di Londra come un mercatino dell'usato ogni giorno propone qualcosa di nuovo. Ma non in vendita. Si tratta infatti di oggetti dimenticati dalle migliaia di passeggeri che affollano i sotterranei della "city" per spostarsi da un lato all'altro della capitale britannica. Secondo quanto riportato da Londra Italia sono circa 900 le persone che ogni giorno perdono qualcosa tra i seggiolini dei convogli o all'interno delle stazioni. E ciò che viene ritrovato è variegato in ogni sua forma. E notizia di questi giorni è che l’ufficio oggetti smarriti di Transport for London alla fine di settembre aprirà in una nuova sede a Pelham Street, nella zona di South Kensington. Lo storico ufficio di Baker Street 200 andrà infatti in pensione e chiuderà i battenti il 21 ottobre. Il motivo di questo trasloco? La necessità di aumentare lo spazio per gli oggetti smarriti. Gli oggetti rinvenuti vengono trattenuti per trenta giorni, termine dopo il quale vengono distrutti oppure distribuiti verso le charity. 

Nella classifica degli oggetti smarriti, riporta Londra Italia, il primo posto va ai documenti, materiale cartaceo e tessere. Ma anche i libri sono tra i più ritrovati dentro i vagoni. Magari abbandonati a fine lettura o dimenticati lì tra una fermata e l'altra. Poi l'abbigliamento, maglioni o giacche, oltre a borse e zainetti. Ai piedi di questo podio di oggettistica troviamo invece gli smartphone, il più delle volte caduti dalle tasche dei pantaloni. 

Oltre ai grandi classici che vi abbiamo elencato ci sono anche alcuni ritrovamenti imprevedibili. Come il pupazzo di un gorilla a grandezza naturale che è stato scoperto seduto su un convoglio della metropolitana qualche tempo fa.

E c'è anche un tocco italiano tra le sorprese giunte a Baker Street. Si tratta di telefono d’epoca che si è fatto prestare Mariano Bonetto, anima del gruppo di teatro In-Stabile. «Da qualche tempo stavo cercando un apparecchio degli anni Venti come quello per l’allestimento della commedia “Il medico dei pazzi” – racconta a Londra Italia – quando ho visto quello in vetrina nell’ufficio di Baker Street. Così ho pensato di chiederlo in prestito. Gli amici sostenevano che non me l’avrebbero mai dato, invece il direttore dell’ufficio è stato gentilissimo. Mi ha fatto firmare un paio di moduli e me lo ha concesso in uso senza nemmeno farmi pagare, visto che si trattava di uno spettacolo di beneficienza».
Sabato 14 Settembre 2019, 13:08 - Ultimo aggiornamento: 14-09-2019 16:01
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