Ornella Muti e l'aborto: «A 18 anni mia madre e il mio agente mi consigliarono di interrompere la gravidanza, ma rifiutai»

Ornella Muti e l'aborto: «A 18 anni mia madre e il mio agente mi consiglio di interrompere la gravidanza, ma rifiutai, così nacque Naike»
Ornella Muti e l'aborto: «A 18 anni mia madre e il mio agente mi consiglio di interrompere la gravidanza, ma rifiutai, così nacque Naike»
Lunedì 1 Agosto 2022, 12:19 - Ultimo agg. 13:50
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Ha debuttato al cinema a soli 14 anni Ornella Muti, e da allora non si è mai fermata. Una vita sotto i riflettori, quelli cinematografici, quelli teatrali e quelli del gossip. Fu Damiano Damiani a sceglierla, per un ruolo molto particolare, nel film «La moglie più bella», che raccontava una storia vera. Era andata al provino per accompagnare la sorella Claudia, ma venne scelta lei. 

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Ornella Muti, il debutto da adolescente

«È stato Damiani a farmi cambiare nome, da Francesca Rivelli a Ornella Muti, un connubio che si rifà a due opere di Gabriele D’Annunzio: la Ornella della Figlia di Iorio e la Elena Muti del Piacere. Ma a me non è mai piaciuto. Oltretutto, ogni tanto su certi set qualcuno, i primi tempi, mi prendeva in giro, giocando su Muti la muta... vabbé, la cattiveria non manca mai... ci può stare...». Si racconta riavvolgendo un po' il nastro della sua vita Ornella, al Corriere della Sera.

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Il No all'aborto

Dopo 4 anni dal suo debutto diventa mamma. «Ragazza madre. A 18 anni. Non è stato tanto facile. Mia madre mi chiese se volevo abortire: anche se in Italia era illegale, all’estero si poteva fare tranquillamente. Persino il mio agente cinematografico di quel periodo me lo consigliò, perché dovevo girare un film. Avrei dovuto abortire per fare un film? Assolutamente no! Quindi ho deciso di portare a termine la gravidanza, altrimenti il Signore mi avrebbe detto pussa via!»... ed è nata Naike Rivelli.

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Le avances nella carriera

Una ragazza madre coraggio, che ha imparato a difendersi da sola dalla vita.  «Ogni donna, chi più chi meno, è oggetto di attenzioni sgradite. Voglio essere onesta: tutte abbiamo avuto avances, ma ho saputo difendermi. Quando avvertivo uno sgradito odore di piacioneria molesta, prima di tutto cercavo di non mettermi in condizioni tali per cui qualcuno potesse approfittarne e, quando proprio mi trovavo con le spalle al muro, recitavo la parte di quella che si sentiva male, un improvviso malore... e scappavo via. Il #MeToo è stato un movimento importante, perché le ragazze sono fragili agnelli in un mondo di lupi».

La storia con Adriano Celentano

ha parlato poi anche di Adriano Celentano e della loro chiacchieratissima storia che avevano tenuta segreta, almeno lei. «Non è il caso di parlarne... Oltretutto è stato lui, una volta, a fare dichiarazioni in merito con sua moglie presente, un errore da parte sua e io sono rimasta francamente un po’ sorpresa. Che ci vogliamo fare? Questo è l’universo maschile: io, a suo tempo, ho avuto rispetto della sua famiglia». 

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