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Putin, amore finito: le star di Hollywood lo scaricano

Lunedì 21 Marzo 2022
Putin, amore finito: le star di Hollywood lo scaricano

Lo hanno lodato, gli hanno stretto la mano, si sono fatti immortalare con un sorridente e amichevole Vladimir Putin, senza risparmiargli complimenti. Ora però l'amore è finito e scaricano lo zar: da Mickey Rourke a Oliver Stone passando per Leonardo DiCaprio e Paul McCartney, le star di Hollywood voltano le spalle al presidente. E gli chiedono di fermare la guerra. Il premio Oscar Oliver Stone, che fino all'inizio di febbraio aveva 'difesò Putin sottolineando che gli Stati Uniti «non avevano prove» sulle intenzioni della Russia di invadere l'Ucraina, ha fatto retromarcia e condannato l'aggressione. Anche se gli «Stati Uniti hanno diverse guerre sulla loro coscienza questo non giustifica Putin. La Russia ha sbagliato a invadere», ha detto il regista che in passato ha collaborato al documentario 'The Putin Interviews'.

Senza nascondere di aver ammirato anni fa 'l'empaticò presidente russo indossando anche un maglietta con il suo volto, Mickey Rourke - leggendario protagonista di 'Nove settimane e mezzò - ha descritto la guerra come un «incubo. Prego tutti i giorni Dio che vi metta fine», ha confessato ai microfoni di Fox notando il coraggio del sindaco di Kiev e di suo fratello che, «pur avendo abbastanza soldi per salire su un aereo privato e andare via, sono rimasti nella città».

Anche DiCaprio ha avuto rapporti Putin. Era il 2010 e i due erano insieme a un evento a San Pietroburgo: alcuni scatti dell'epoca li ritraggono rilassati e in confidenza. Ora però l'attore di Titanic è in prima linea contro la guerra e in aiuto degli ucraini che hanno «perso tutto». Più cauti restano Depardieu e Steven Seagal, divenuti in passato cittadini russi. L'attore francese ha più volte difeso il presidente russo e, secondo quanto riportato dal New York Post, gli ha anche scritto una lettera per dimostrargli la sua ammirazione. Ma ora i suoi toni si sono raffreddati: ha criticato la «guerra fratricida» ma senza citare direttamente lo zar.

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