Samantha Cristoforetti prima europea comandante della stazione spaziale, intanto è diventata mamma per la seconda volta

Venerdì 28 Maggio 2021
Samantha Cristoforetti prima donna europea a capo della Stazione spaziale: «Un onore»

Non lo ammetterà mai, ma si potrebbe scommettere serenamente il fatidico cent che Samantha Cristoforetti baratterebbe subito i gradi di comandante della stazione internazionale appena ricevuti con una passeggiata spaziale attorno all’Iss, su cui tornerà nella primavera dell’anno prossimo. La notizia della sua nomina è rimbalzata almeno fino a Marte dopo l’accordo fra l’Agenzia spaziale europea, da cui lei dipende, e Stati Uniti, Russia, Canada e Giappone che così affidano i loro astronauti e cosmonauti alla 44enne italiana di Malè.

Una promozione folgorante: la trentina, prima e unica italiana in orbita, diventa la prima europea a cui capita questo onore (e sì, anche e soprattutto gli oneri), terza donna preceduta soltanto da due star della Nasa quali Peggy Whitson (2007) e Sunita Williams (2012). Ci sarebbe pure Shannon Walker, sempre targata Nasa, ma il suo regno è durato solo 11 giorni nello scorso aprile. Finora nello spazio, da Gagarin in poi - giusto 60 anni fa - sono andati 503 uomini e 65 donne (compresi 7 turisti), con i russi che non hanno mai messo alla guida dell'Iss una donna. Gli Usa hanno fatto un po’ meglio, ma insomma, niente di che se si ricorda che i comandanti della stazione spaziale sono stati finora 64, compreso Luca Parmitano, che ieri si è subito complimentato con l’amica e collega, la bambina che passava le notti sulle montagne ammirando le stelle, innamorata della saga di Star Trek, ma non esclusivamente del comandante James Tiberius Kirk: «Incarico meritatissimo, in bocca al lupo», ha twittato l'asso catanese.

 
GLI APPELLI
L’Esa ha dunque fatto una bella scelta a puntare su una donna, testimonial anche del concorso che scade il 18 giugno per reclutare nuovi astronauti anche - è la prima volta - fra i disabili: finora Samantha Cristoforetti è l’unica europea in servizio e più volte ha lanciato appelli (vero, senatore Pillon?) perché le ragazze credano in loro stesse e partecipino alla durissima selezione.

E per fortuna la parola “comandante” è neutra sennò si precipita anche nella terminologia di genere, uno degli argomenti che l’astronauta italiana meno sopporta: però chiamatela “ingegnera”, come scrive lei stessa nel “Diario di un’apprendista astronauta” dedicato alla figlia Kelsi Amel (Coraggiosa Speranza), 4 anni, avuta con il compagno francese Lionel Ferra, addestratore di astronauti. Con loro c’è adesso anche il piccolo Dorian Lev: una cicogna atterrata, così com’era avvenuto nel 2016, nella massima riservatezza, anche se nel curriculum appena aggiornato dall’Esa è registrato il nuovo “stato di famiglia” della mamma trentina.


Il Diario è un libro parecchio avvincente che ha rivelato molto del carattere di una donna oggettivamente straordinaria. Sulla questione di genere, che nel mondo di astronauti e cosmonauti è riassunto in quei 503 uomini rispetto a 65 donne, taglia corto: tra possibili e sottili discriminazioni e probabili e altrettanto sottili favoritismi, che non si possono misurare oggettivamente, «ritengo pratico considerare che l’effetto netto sia stato approssimativamente nullo». E con ciò la questione (di genere) è chiusa.

Adesso però durante i sei mesi dell’Expedition 68 da 5 a 10 colleghi di tutte le nazionalità risponderanno agli ordini dell’italiana che potrebbe persino trovarsi accanto turisti e attori, magari Tom Cruise, secondo il nuovo corso che ha aperto “l’avamposto dell’umanità nello spazio” anche ai “privati”. Fra questi, sempre nel 2022 - quando si dice la coincidenza - anche la veterana pensionata della Nasa e ora ingaggiata dall’Axiom, Peggy Whitson, 62 anni, la prima comandante. Un ruolo estenuante perché lassù, a quota 400 chilometri e sul filo dei 28.800 chilometri orari, non si può sprecare un secondo delle attività nell’astronave vasta come un campo da rugby e pesante 400 tonnellate.

Il grado di comandante comporta davvero una prova speciale: Samantha Cristoforetti, che due anni fa ha lasciato l’Aeronautica militare dove era capitano pilota, sa bene come va inteso questo delicatissimo ruolo. Sempre nel “Diario” c’è un passaggio illuminante: durante la lunga selezione che ha portato l’Esa a scegliere 6 astronauti su 8mila supercandidati (fra i requisiti anche quello di saper pilotare un aereo) c’è stata una notte da incubo per la trentina, certa di avere fallito una prova e di essere quindi scartata sulla strada che doveva materializzare il sogno della sua vita. Con altri candidati si trattava di organizzare un lavoro di gruppo e lei non aveva probabilmente tenuto sempre nel conto dovuto anche le opinioni e le idee degli altri partecipanti, spinta dall’esigenza reale di dover comunque arrivare, nel più breve tempo possibile, a una soluzione, a una decisione. Un atteggiamento al centro della successiva valutazione della prova con la commissione Esa. Alla fine tutto ok, test superato, con la conferma che sull’Iss, nello spazio, il comandante è colui che è al servizio degli altri. Un insegnamento che non sempre ricordiamo anche sulla Terra.


I COMPLIMENTI
«Ritornare sull’Iss per rappresentare l’Europa è un onore di per sé e sono onorata della mia nomina a comandante, non vedo l’ora di attingere all’esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare una squadra molto competente in orbita», ha detto la trentina che fra il 2014 e il 2015 restò in orbita 200 giorni, all’epoca record (sì, femminile). Dopo la vetusta Soyuz da Bajkonur si passa a Cape Canaveral con la Crew Dragon di SpaceX di Elon Musk: con lei gli statunitensi Kjell Lindgren e Bob Hines. Non sono previste, per adesso, Eva (attività extraveicolari) per il neocomandante, che comunque si sta addestrando anche per esse: in ogni astronauta, appena appreso che diventerà tale, scatta il secondo sogno, fluttuare sul Pianeta affidandosi solo allo scafandro con la visiera dorata. E nemmeno l’italiana potrà fare pressione sul comandante di missione perché allestisca per lei una di queste passeggiate. Vedremo, i programmi delle missioni sull'Iss non sono mai incisi nel marmo. E poi l'astronauta trentina potrà giocarsi ottime carte anche per le prossime esplorazioni lunari: è lei uno dei punti di riferimento del programma Lunar Gateway, la prossima stazione che orbiterà attorno la Luna.

Fra tutti coloro che hanno nel frattempo fatto i complimenti all’astronauta italiana per la promozione - da Palazzo Chigi in giù - i presidenti dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, e dell’Esa, Josef Aschbacher: «Questa nomina è fonte di ispirazione per un’intera generazione che chiede di entrare a far parte del corpo degli astronauti dell’Esa. Non vedo l’ora di incontrare i candidati finali e colgo l’occasione per incoraggiare ancora una volta le donne a candidarsi».


Paolo Ricci Bitti
 

 

 

 

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Parmitano: incarico meritatissimo

 

«Congratulazioni ⁦AstroSamantha, incarico meritatissimo! In bocca al lupo». Questo il saluto inviato via Twitter dall'astronauta Luca Parmitano alla collega dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), appena nominata comandante della Stazione spaziale internazionale (ISS) per la prossima missione con la Expedition 68. Sia Parmitano che Cristoforetti sono stati selezionati come astronauti dell'ESA nel 2009. AstroLuca è stato il primo italiano e il terzo europeo al comando della ISS nel corso della sua ultima missione Beyond a cavallo tra il 2019 e il 2020.

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 18:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA