Checco Zalone divide (ancora) i virologi. Burioni tace, Gismondo furiosa: «Non ci serve il Covid per lavorare»

Giovedì 3 Febbraio 2022
Sanremo 2022, Zalone divide (ancora) i virologi. Burioni tace, Gismondo furiosa: «Non ci serve il Covid per lavorare»

Lo sketch di Checco Zalone ieri sera al Festival di Sanremo, in cui ha interpretato il virologo Oronzo Carrisi da Cellino San Marco, cugino di Al Bano, è stato accolto con spirito diverso da virologi ed esperti che da due anni ci accompagnano nel commentare la pandemia sui media. Ma se quasi tutti hanno colto l'ironia, c'è chi non l'ha presa bene, reagendo anche in modo abbastanza scomposto al modo con cui Zalone ha azzardato una presa in giro ai virologi che a pandemia finita «torneranno a lavorare».

 

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Secondo Maria Rita Gismondo ieri a Sanremo «Checco Zalone ha esagerato» ha detto all'Adnkronos Salute. «Zalone sia certo che non abbiamo bisogno di una pandemia per aver da lavorare e porti rispetto», si sfoga l'esperta dopo che Zalone, nel brano 'Pandemia ora che vai via' si è chiesto cosa sarà degli scienziati protagonisti di social e media quando calerà l'attenzione su Covid-19. Le sue parole non sono piaciute alla direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano. «È vero che ci sono stati, da parte di alcuni» esperti, «comportamenti discutibili - ammette - Ma è anche vero che siamo tutti impegnati in prima fila, rinunciando da 2 anni anche alla vita personale. Non ci sto ad essere accomunata a colleghi litigiosi. Piuttosto - chiosa - avrei voluto che si ringraziassero tutti i sanitari».

 

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Fredda invece la reazione di Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano: «Grazie, ma preferisco non commentare», commenta scegliendo dunque il silenzio dopo lo sketch di Checco Zalone ieri al Festival. Un no comment, quello di Burioni, che però «non è relativo a questa satira - precisa l'esperto contattato dall'Adnkronos Salute - Proprio ho deciso di non parlare più di argomenti che non sono strettamente legati alla medicina». E «da ormai più di un anno - sottolinea - ho adottato un profilo di massima riservatezza».

 

 

 

Più mite Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova: «Zalone è fantastico, eccezionale. Io sono un grande estimatore è un numero uno e ho visto i suoi film. Ha colto nel segno. 'Pandemia ora che vai via' speriamo davvero che vada via e insomma ha colto questo anno dei virologi. Io mi sono sentito poco tirato in ballo perché non sono un virologo ma un infettivologo. A parte questo, credo sia bello ridere anche su questo aspetto della comunicazione di questi due anni, i virologi che non devono parlare, devono stare zitti, non vanno d'accordo. Zalone ha colto questo aspetto. Ma speriamo che la canzone porti fortuna alla fine della pandemia. Io non ho nessun problema a tornare a fare il mio lavoro, anche se andrò meno in televisione sarò felice lo stesso. Ci saranno altri modi di comunicare le malattie infettive».

 

Sorride infine Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all'Università del Salento e conterraneo dello stesso Zalone: «Ci sono rimasto male avrei preferito un duetto con Zalone», ha detto all'Adnkronos Salute l'epidemiologo commentando con ironia l'esibizione. «L'ironia è una chiave di lettura della realtà che va rispettata, ironizzare non è sminuire o derubricare - prosegue Lopalco - quando guarderemo indietro, a questi anni di pandemia, alcune azioni ci sembreranno esagerate e potremmo avere anche la liberà di riderci sopra».

 

Infine Fabrizio Pregliasco: «A me piace molto Zalone e mi è piaciuto anche ieri, direi che ha colto un elemento di positività per il futuro. Spero presto di essere disoccupato almeno sulla parte di divulgazione scientifica» sul Covid «e che tutto quello che ha detto sia un elemento augurale», commenta con un sorriso all'Adnkronos Salute. «Siamo ancora in una fase non così tranquilla - ricorda il medico - però mi aspetto che tutto ciò possa avvenire e che io possa tornare a occuparmi ci rosolia», malattia citata dal comico, «che poi - rileva Pregliasco - non è una così banale. Anche quella fa danni. C'è da fare sulle malattie infettive, sulle problematiche dell'influenza, perché il Covid rimarrà con noi e questo è un elemento che purtroppo dovremo considerare».

 

Insomma, anche senza pandemia l'esperto non sarebbe proprio disoccupato. Nella satira Zalone ha messo nel mirino i virologi, «ma in realtà si è parlato di professionisti con specificità diverse - chiarisce Pregliasco - perché virologo è una definizione giornalistica come può essere quella di 'avvocato divorzistà. In realtà - ricorda il docente di Igiene - sono persone che si occupano di diverse specialità, ci sono biologi, infettivologi, c'è Ilaria Capua che è una veterinaria e ognuno contribuisce con sue specificità a una realtà complessa che necessita di multidisciplinarietà. Quindi - conclude - Zalone è sicuramente divertente da vedere in prospettiva. Ricordiamo però che siamo ancora a 300 morti». 

Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio, 12:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA