«Sesso di cittadinanza ai più poveri»: l'annuncio della escort Simona, sconto del 50% a chi percepisce il reddito di Stato

Arriva il sesso di cittadinanza, l'annucio della escort Simona: «Sconto del 50% a chi percepisce il reddito di Stato»
Dal reddito di cittadinanza al... sesso di cittadinanza, il passo è breve. Almeno per Simona, una escort romana di 35 anni, che è intervenuta ai Lunatici trasmissione di Rai Radio2 dai cui microfoni ha spiegato la sua nuova e sorprendente iniziativa: appunto il sesso di cittadinanza. Di cosa si tratta? «Visto che sta arrivando il reddito di cittadinanza con cui lo Stato intende aiutare le persone che si trovano in difficoltà economica, io lancio ufficialmente il sesso di cittadinanza. Praticamente, a tutti quelli che verranno da me e mi dimostreranno di aver diritto al reddito di cittadinanza, o quando sarà in vigore di percepirlo, applicherò uno sconto del 50%», ha raccontato la ragazza a Radio2. 

La romana Simona ha poi rivelato che
«se ci fosse stato una decina d’anni fa il reddito di cittadinanza, io non avrei iniziato a fare la prostituta. Ho cominciato giovanissima, in un momento in cui ero sola. Avevo perso da poco il mio compagno, ero senza un soldo, non sapevo come fare. Chiesi aiuto a diverse realtà, ma dallo Stato mi sono sempre trovata isolata. Avevo bisogno di un aiuto concreto ma non l’ho mai ricevuto da nessuno, figuriamoci dalle Istituzioni. Per questo, se dovesse funzionare, il reddito di cittadinanza sarebbe una misura veramente positiva».

Simona è convinta che
«anche il sesso deve essere un diritto per tutti, soprattutto per chi vive una situazione di difficoltà, anche economica – ha spiegato la escort di origini romane -. Incontrare una escort e farci l’amore può essere salutare sia per il fisico che per la mente. Ovviamente ogni persona che usufruirà dello sconto legato al sesso di cittadinanza potrà farlo una sola volta al mese».
Mercoledì 16 Gennaio 2019, 16:37 - Ultimo aggiornamento: 16-01-2019 18:59
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2 di 2 commenti presenti
2019-01-26 14:43:49
In scherzo veritas: se non ci fosse la cattodemenza in Parlamento avremmo da tempo una civile legge a regolare la prostituzione, con benefici per le prostitute, lo stato ed i cittadini, nonché una sconfitta della criminalità organizzata. Se voteremo partiti che appoggiano la cattodemenza, non avremo eutanasia, il Vaticano evaderà ancora le tasse sulle proprie attività commerciali, i cittadini italiani gay che pagano le tasse continueranno ad essere discriminati, nelle scuole continuerà l'ora di superstizione religiosa e non sarà fatta educazione sessuale e ci si continuerà a lamentare degli aborti, causati proprio dalla mancanza di educazione sessuale... Se il Vaticano pagasse le tasse, ogni 5 anni avremmo una finanziaria GRATIS
2019-01-17 17:38:36
Ma la prostituzione in Italia è già tassata; questo ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011, 18030/2013, 7206/2016, 15596/2016 e 22413/2016. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”. Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito, rilasciando la ricevuta fiscale ad ogni rispettivo cliente?

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