Vacanze sulla neve, da Tomba al sindaco di Cortina: «Non chiudete lo sci a Natale»

Martedì 24 Novembre 2020
Vacanze sulla neve, da Tomba al sindaco di Cortina: «Non chiudete lo sci a Natale»

Sulla settimana bianca, continua il braccio di ferro. «In questo confronto tra regioni e Governo io mi auguro che le regioni si facciano sentire e che ci mettano nelle condizioni per Natale, di poter aprire e lavorare». Lo dice il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina a Rtl 102.5. «Le persone si possono spostare e venire in montagna e sarebbe un non senso non farle sciare e non mandarle sulle piste - afferma -. Inoltre, in questo caso, avremmo una concentrazione di persone nelle vie e nel paese. Lo sci è uno sport individuale, dove c'è il distanziamento».

 

Nel dibattito sulla questione, Ghedina, crede «che ci sia un pò di isterismo e di non conoscenza di quello che succede in montagna: il problema delle code è facilmente superabile con la prenotazione online e gli impianti hanno dei protocolli di distanziamento, ci sono tutte le caratteristiche per garantire una vacanza e uno sport in sicurezza». «Il mondo dello sci è legato agli alberghi, alla ristorazione e ai negozi, la montagna vive con lo sci: questo sarebbe un colpo molto duro e difficilmente recuperabile, anche perché il Natale incide per il 30% sulla stagione invernale - conclude il primo cittadino della località ampezzana -. Per noi è impensabile di non poterlo fare, ovviamente ridimensionato, poiché le motivazioni ci sono. Cortina è una terra dove la gente viene anche per non sciare, ma gli sciatori fanno economia».

Sci, ecco la proposta delle regioni per riaprire in sicurezza gli impianti

Kristian Ghedina

«Trovo un po' troppo esagerate le scelte che fanno, sempre tutte molto discutibili, ma mi metto nei panni di chi governa: è sicuramente difficile decidere. Ma chiudere lo sci a Natale... sappiamo tutti che si vive di questo, nelle località montane. Se chiudi adesso, mandi in crisi un settore. Non condivido questa scelta». Lo afferma Kristian Ghedina, il discesista italiano più vittorioso di sempre in Coppa del mondo. «Si potrebbe aprire contingentando le presenze, soprattutto nelle risalite al chiuso. Gran parte degli impianti poi sono seggiovie, all'aperto, e c'è molto meno possibilità di contagio». Certo, ammette, «dovrebbero però essere più responsabili, disciplinati, gli italiano, e la vedo un pò difficile. Ma bisognava intervenire prima e organizzarsi per tempo, farlo adesso e così è come rattoppare in fretta e furia. Praticamente la scelta è: o muori di virus o muori di fame? Perché lo vediamo tutti, se ne parla ovunque: si promettono soldi e risarcimenti ma non arrivano».

 

Alberto Tomba

«Lo sci è per eccellenza sport all’aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non »è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c’è un problema di distanziamento», dice Alberto Tomba«Per gli impianti non vedo però problemi particolari: dove c’è un seggiovia a due o tre posti si va da soli, se è da cinque si va in tre. E si possono benissimo diminuire e segnare anche i posti sulle cabinovie: non c’è dunque problema a mantenere il distanziamento sugli impianti», conclude l'ex campione. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA