Valerio Scanu a “Oggi è un altro giorno” ricorda il papà scomparso: «Quella telefonata arrivata di notte»

Giovedì 2 Dicembre 2021
Valerio Scanu ospite a Oggi è un altro giorno di Serena Bortone su RaiUno

Valerio Scanu ospite a “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone su RaiUno. Valerio Scanu, diventato famoso da giovanissimo con la sua partecipazione ad “Amici” di Maria De Filippi, ha anche vinto un’edizione di Sanremo da esordiente.

 

Valerio Scanu ospite a “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone su RaiUno

 

 

Valerio Scanu ospite a “Oggi è un altro giorno”

 

 

Valerio Scanu ospite a “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone su RaiUno. Valerio Scanu in trasmissione ha parlato della sua vittoria a Sanremo: «Ero un pupo, ma già una “iena”. Sono corretto ma ogni tanto bisogna pensare che non tutti attorno lo sono e bisogna difendersi, anche in questo mondo dello spettacolo io non ho mai sgomitato. Ricordo che ero un diciannovenne in un frullatore, non avevo tempo di fare niente. Avevo fatto già fatto gavetta, ho iniziato a fare piano bar già a dieci anni e poi “Amici”, ma l’esperienza era del tutto diversa».

Valerio da giovanissimo si è aggiudicato anche la vittoria di “Bravo Bravissimo”: «Per il provino i miei mandarono una musicassetta che conteneva 20 mie canzoni, ci telefonarono dicendo che ci avrebbero chiamato nelle prossime settimane per fissare per il provino, ma poi ci hanno ricontattato dicendo che il materiale presentato era sufficiente e non serviva farlo».

Valerio Scanu è diventato un artista anche grazie ai genitori e recentemente è scomparso suo padre. Antonio aveva 64 anni ed è venuto a mancare a causa del Covid: «Per me è ancora tutto assurdo, ma ne parlo tranquillamente. Quando è finito nel primo ospedale per una polmonite interstiziale abbiamo fatto una chiamata a cui ha risposto e minimizzava. Il giorno dopo è stato trasferito in una seconda struttura e stava ancora bene. A un certo punto ha smesso di rispondere al telefono, abbiamo chiamato l’ospedale e ci hanno spiegato che l’avevano trasferito in un’ennesima struttura sanitaria attrezzata. Li è stato trasportato prima in terapia sub intensiva e poi in quella intensiva. La situazione è precipitata da un giorno all’altro. Mi hanno chiamato di notte dicendo che non c'era ormai nulla da fare».

 

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