Storie Italiane, Vladimir Luxuria confessa: «Io vittima dei bulli, mi facevano la pipì nelle scarpe»

In una puntata dedicata a Michele Ruffino, l'opinionista ha ripercorso gli aneddoti più dolorosi

Lunedì 29 Novembre 2021
Vladimir Luxuria a Storie Italiane: «Io vittima dei bulli, mi facevano la pipì nelle scarpe. Salvata da un angelo»

Vladimir Luxuria ha raccontato a Storie Italiane il dramma del bullismo di cui è stata vittima. In una puntata dedicata a Michele Ruffino, il ragazzo di 17 anni morto suicida proprio a causa degli insulti dei compagni di scuola, l'opinionista ha ripercorso gli aneddoti più dolorosi. «Anche io sono stata colpita, picchiata, ho portato dei lividi, ma ho avuto un angelo e ho resistito. Devi essere davvero forte per farcela», le sue parole.

 

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Vladimir Luxuria, il dramma del bullismo

«Mi sono sentita come Michele quando avevo 15 anni - ha raccontato in diretta tv - e andavo a scuola come un condannato che va al patibolo, ogni passo era pesante, era come avere una palla al piede... Sapevo che ogni volta che entravo a scuola ci sarebbero state risatine, qualcuno avrebbe scritto un insulto sul mio quaderno, quando andavo a ginnastica ero il momento peggiore, mi facevano la pipì nelle scarpe negli spogliatoi, e ancor peggio sentire che tutta questa sofferenza te la devi vivere da sola, nessuno ti ascolta, pensi che sia tu la persona sbagliata. non ne puoi parlare a casa e a scuola gli insegnanti giravano la testa dall’altra parte».

 

Vladimir Luxuria e il caso di Michele Ruffino

Sul caso di Michele ha commentato: «Io pensavo che queste cose appartenessero al passato io ho avuto la forza, forse un angelo non so, anche nei momenti più bui… anche io ho fatto brutti pensieri, ma sono stata non lo so… ho avuto un angelo. C’è stata una mano invisibile che ha lanciato Michele giù da quel ponte, la mano di tutti coloro che avrebbero potuto fare qualcosa. Michele aveva condiviso il suo malessere, girare la testa dall’altra parte significa avere spinto questo splendido e meraviglioso ragazzo giù dal ponte. Queste persone non hanno capito che cosa hanno fatto, non si sono pentite, anzi hanno inveito sul cadavere di Michele il giorno del funerale. La disumanità di quanto successo travalica qualsiasi immaginazione». 

Ultimo aggiornamento: 14:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA