Carbonara Day, il 6 aprile la spaghettata social più grande del web tra tradizione e innovazione

Lunedì 5 Aprile 2021
Carbonara Day, il 6 aprile la spaghettata social più grande del web tra tradizione e innovazione

Il Carbonara Day è la "spaghettata social” più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più amata e condivisa. Ad oggi oltre 1.4 milioni sono i contenuti su Instagram dell'hashtag #Carbonara. Ideato dai pastai di Unione Italiana Food e supportato da International Pasta Organisation, il #CarbonaraDay ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre 1 miliardo di persone, diventando appuntamento imperdibile per molti appassionati che desiderano condividere opinioni sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina. Puristi e innovatori saranno chiamati a condividere la loro "Carbonara perfetta” a partire dalle 12, seguendo il dibattito su Facebook, Twitter e Instagram con gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara.

 

 

L'evento inizierà il 6 aprile, a partire dalle ore 10 con un live twitting. Alle 12 al via la diretta social su Instagram, Facebook e Twitter. Assieme ai pastai di Unione Italiana Food, lo Chef Luciano Monosilio, lo youtuber e pasta lover Wilwoosh (che ha provato a replicare più di una "Carbonara sbagliata”) e Eleonora Cozzella, foodwriter, grande esperta di pasta e autrice del libro "La Carbonara perfetta”.

Il piatto di pasta più amato continua a far discutere gli appassionati. I pastai di Unione Italiana Food e il re della Carbonara Luciano Monosilio assieme allo youtuber Wilwoosh racconteranno il 6 aprile, alle ore 12.00, in diretta sui canali social WeLovePasta curiosità, consigli pratici e le ricette che hanno dato vita alla Carbonara come la mangiamo oggi. 

 

 

A fare notizia è anche la ricetta “Smoky Tomato Carbonara” americana che ha unito gli italiani, stando al sondaggio dell’Unione Italiana Food per il 95% degli italiani il pomodoro non può essere considerato un ingrediente per la carbonara.

Infatti per i puristi esiste solo una maniera per fare la carbonara e 5 ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Gli innovatori invece credono che sia un piatto di pasta versatile e sono aperti alle reinterpretazioni. #MyCarbonara apre a entrambe le parti e permette di vedere la carbonara perfetta per i singoli.

 

Lo Chef Luciano Monosilio commenta: «Ognuno di noi prima di arrivare alla sua ricetta 'perfetta' è passato attraverso svariati tentativi spesso anche fallimentari. Le ricette si modificano nel corso del tempo perché cambiano i contesti e cambiano gli ingredienti e la Carbonara è sempre in evoluzione e ne esistono già tante varianti. Per me è un piatto più moderno che tradizionale e non mi scandalizzo davanti alle varianti che si allontanano parecchio». Ha continuato: «Quella della Carbonara è sostanzialmente una tradizione che si rinnova, anche se per me l'unica vera Carbonara resta quella con il guanciale».

Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food, ha detto: «La Carbonara è il piatto preferito di molti. Fantasia o necessità possono dare vita a ricette ispirate a questo piatto. Ma allora non chiamatela Carbonara. La Carbonara è una sola, come Venezia. Poi ognuno ha i suoi segreti e l'equazione della Carbonara ideale deriva da gusti personali o abitudini familiari. Quest'anno vogliamo far vedere che anche usando solo gli ingredienti classici si può ottenere la Carbonara “perfetta per me”».

 

Forse la Carbonara è così amata e replicata perché le sue origini sono incerte. Per alcuni, la Carbonara sarebbe nata nel 1944 dall'incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della “Razione K” dei soldati americani: tuorlo d'uovo in polvere e bacon. Risalendo la Penisola, i militari americani accompagnavano la “Razione K” agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati. Pare che l'inventore della Razione K è fosse Ancel Keys, scopritore della dieta mediterranea.

Una seconda ipotesi attribuisce la paternità ai carbonai appenninici, che la preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. La carbonara in questo caso sarebbe l'evoluzione del piatto detto 'cacio e ova', di origini laziali e abruzzesi. Un'ultima ipotesi ricondurrebbe la genesi della ricetta alla cucina napoletana, individuando una possibile origine della pietanza nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti.

 

 

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