Iva Varvarchuck, la modella ucraina debutta nell'arte alla Soho House di Roma: «L'Italia fondamentale nella mia vita»

Iva Varvarchuck, la modella ucraina debutta nell'arte alla Soho House di Roma: «L'Italia fondamentale nella mia vita»
Iva Varvarchuck, la modella ucraina debutta nell'arte alla Soho House di Roma: «L'Italia fondamentale nella mia vita»
di Marco Mottolese
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 15:17
6 Minuti di Lettura

In esclusiva per Leggo abbiamo intervistato Iva Varvarchuk, modella di fama internazionale – il suo volto è sulle copertine dei magazine più importanti - che ha scelto Roma per allestire la sua prima mostra d’arte. Alla Soho House di San Lorenzo ci incontriamo mentre appende pannelli ai muri, si chiede se sono all’altezza giusta e, (questo non lo dice ma sicuramente lo pensa, si percepisce) se piaceranno al pubblico, se ha un senso esporre queste immagini concettuali, a tratti complesse. A tratti crudeli.

Sul profilo Instagram di Iva Varvarchuk campeggia la bandierina ucraina. Da qui intuisco che, sebbene Iva parli perfettamente italiano e sia nel nostro paese da molti anni, la sua patria rimane quella e, come lascia intendere nell’intervista che segue, il suo cuore è posizionato perfettamente ad un immaginario confine tra il luogo dove è nata e il paese che l’ha accolta sino a farla diventare una di noi.

Il sottotitolo della mostra è tutto un programma, nel vero senso della parola, o delle parole: “Un progetto per seguire per tutta la vita un corpo che cresce” e, prosegue, l’evolversi del mio corpo, l’unica cosa che davvero possiedo”. A cappello un titolo che, per come circolano oggi le cosiddette “fake news”, anche una rivoluzione: “Nude as the news”, Nuda come una notizia. Pare evidente che l’istinto artistico che la permea la spinge a svelarsi e, forse, a portarla lontano; di fatto l’arte che pratica è l’esatto contrario del fare modella. Posando ci si spossessa del corpo a favore dell’occhio altrui; quando si crea – e la scorgo concentrata, immersa nelle sue opere mentre le appende e le sposta - piuttosto ci si riappropria della propria identità. La si blinda dentro l’opera. In questo ribaltamento la giovanissima Iva (nata nel 1998) trova il modo di tenere i piedi per terra. O forse in due scarpe.

Iva, hai 24 anni, sei una modella affermata, lavori da tempo. Come sposi la tua attività principale con la passione per l’arte?

«In realtà in ciò che espongo è presente anche tutta la mia esperienza di modella. Lavoro da più di sette anni per la moda e sicuramente questo mestiere mi ha molto avvicinato alla materia che chiamiamo arte».

Le tue opere, per stile e tecnica, sono sicuramente contemporanee ma potrebbero risentire di influenze artistiche precedenti. Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

«Tra gli artisti che più mi ispirano c’è Max Siedentopf, soprattutto per la sua visione. Per lui non è rilevante la foto quanto il soggetto in sé. Per me preparare lo scatto, allestire il set, cucire i vestiti, lavorare ai materiali, porre cura nelle stampe, è la parte più rilevante di questa vena artistica. E anche la più divertente».

Tu nasci in Ucraina ma vivi in Italia. A Milano. Quale dei due paesi ha influenzato maggiormente la tua vena artistica?

«Entrambi, ormai, sono una parte fondamentale di me. Della mia vita».

Hai già avuto “copertine” importanti, in Italia e all’estero. Baratteresti un’uscita di “moda”, per maggior visibilità nel campo artistico?

«Credo che i due mondi possano sposarsi bene. Uno non esclude per forza l’altro. Anzi, il risultato dei due universi che si fondono può essere bello. Forse vincente».

Ti si può definire una “self-made artist”, nel senso che fai tutto da sola. Nel fashion, invece, c’è sempre una squadra pronta a tirare fuori il meglio di te. L’arte, dunque, ti ispira maggiore libertà espressiva visto che dall’inizio alla fine decidi tutto tu?

«Concordo. Al 100%»

Il titolo della tua prima mostra è “Nude as the news”, bellissimo. Che la notizia sia nuda, oggi in tempo di “fake news”, sembra un attestato di verità. Ma anche una chimera. I tuoi autoritratti sono l’inizio di una storia, visto che la mostra dovrebbe estendersi nel tempo per certificare il cambio e l’evoluzione del tuo corpo, con il quale, peraltro, oggi lavori. Hai paura di crescere, di invecchiare? Come ti vedi nel futuro?

«Non ho paura di invecchiare, sono curiosa di vedere dove mi porterà la vita. Aspetto e spero…»

E’ una mia impressione o nei tuoi “self-portraits” tendi a renderti meno bella, meno affascinante?. Come se l’arte fosse la maniera migliore di tirare fuori la vera Iva, colei che, sfuggita di mano ai fotografi di moda può finalmente essere libera anche di NON piacere? Come si concilia tutto questo?

«Anche i miei lati meno fotogenici sono miei. La bellezza di un corpo, di un volto, è negli occhi di chi guarda».

Da quando la guerra tra Russia e Ucraina è scoppiata tu non sei mai tornata nel tuo paese. Quando la guerra sarà terminata gli ucraini si daranno da fare per far ripartire la propria nazione. Pensi che tu sarai della partita? In percentuale, quanto ti senti ucraina e quanto italiana?

«Puoi tirare fuori la ragazza dall’Ucraina, ma non l’Ucraina dalla ragazza. Mi piacerebbe tanto tornarci presto, e anche lavorare li. Entrambi i paesi hanno contribuito a rendermi quella che sono oggi».

Una curiosità. Credo che tu sia una lettrice. Leggi in italiano o in ucraino, o in inglese? E, nel caso, mi segnali qualche autore che ti ha colpita, ispirata?

«Mi piace il Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Spesso lo rileggo; quando lo lessi la prima volta ero piccola. Un libro che sento molto mio».

Come mai hai scelto Soho House Roma per la tua prima mostra? E’ stata una tua volontà o qualcuno ti ha proposto di partire da li?

«Un amico mi ha parlato del posto, ho pensato fosse bello inaugurare pubblicamente la mia carriera di artista a Roma, in un quartiere, San Lorenzo, pieno di storia ma anche di giovani».

Secondo te, il fatto di essere una modella affermata che lavora con brand importanti a livello mondiale e che vanta già molte "copertine" può aiutarti nella carriera artistica?

«Credo piuttosto il contrario. Forse se mi affermassi anche come artista la mia carriera di modella potrebbe diventare un po' più spicy, pìù divertente. Chissà, mi piacerebbe che il futuro fosse questa combinazione».

(Nel frattempo, chiacchierando, Iva ha terminato l’allestimento. Faccio un giro dell’ampia sala che ospita le opere e penso che a 23 anni essere spinti verso l’arte sia una fortuna. Per chi la fa e per chi ne fruisce. Infatti non so dove potrà arrivare Iva con questi autoscatti uranici ma, sicuramente, le sue opere sono utile testimonianza di un pensiero generazionale in via di definizione e dal quale meglio non prescindere).

(Intervista raccolta in esclusiva internazionale per Leggo alle ore 11,00 di lunedì 3 ottobre 2022 presso Soho House, Roma)

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