Spreco del cibo, è in calo ma ogni settimana costa quasi 5 euro a famiglia

Martedì 4 Febbraio 2020
Spreco del cibo, è in calo ma ogni settimana costa quasi 5 euro a famiglia

Buttare via il cibo, una pessima abitudine che costa ogni settimana 5 euro a famiglia. Ma sempre più persone fanno attenzione e lo spreco alimentare domestico è in calo di circa il 25%. I dati sono dell'Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, diffusi in vista della settima Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, mercoledì 5 febbraio 2020, promossa dalla campagna Spreco Zero con il patrocinio dei ministeri dell'Ambiente, della Salute e degli Affari Esteri.

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CIBI FRESCHI
Frutta, verdura e alimenti scaduti nel secchio della spazzatura: si sprecano così ogni settimana circa 6,5 miliardi di euro, e un costo complessivo di circa 10 miliardi di euro che include gli sprechi di filiera produzione/distribuzione 2020, oltre 3miliardi 293 milioni. L'ultimo Rapporto Waste Watcher, diffuso nel corso del 2019, si era attestato su un valore medio di 6,6 euro settimanali per nucleo familiare (il costo di 600 grammi circa di spreco settimanale), per un totale di circa 8,4 miliardi di euro, la tendenza 2020 è quindi di circa il 25% in meno in termini di spreco alimentare nelle case degli italiani.

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PIU' CONSAPEVOLI
«Ancora una volta abbiamo misurato la temperatura ecologica del Paese: perché lo spreco alimentare è una questione centrale nelle abitudini quotidiane, a casa come nelle fasi di acquisto e conservazione del cibo. La nuova indagine Waste Watcher stima uno spreco settimanale medio di 4,9 euro per nucleo familiare che ci porta a un dato nazionale di circa 6,5 miliardi di euro considerando l'insieme delle famiglie italiane - sottolinea il promotore della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market - Waste Watcher ci segnala anche che la comunicazione dei dati funziona in termini di sensibilizzazione: il 57% degli italiani ha aumentato la propria consapevolezza grazie alla diffusione delle indagini sullo spreco. Ottimi risultati che ci fanno ben sperare per il futuro, perché la strada della prevenzione è ancora lunga». 

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SALUTE
Cibo e salute, un binomio al quale gli italiani prestano grande attenzione: quasi 7 su 10 (il 66%) ritengono ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell'ambiente e dell'uomo (è sempre così per il 30% degli intervistati, lo è spesso per il 36% e solo talvolta per il 20%). Così, al momento dell'acquisto l'attenzione agli aspetti della salubrità del cibo e del suo valore per l'impatto sulla salute, così come agli elementi di sicurezza alimentare, incide in maniera determinante per 1 italiano su 3, il 36%. Mentre per un'identica percentuale di italiani (36%) questo aspetto incide in una certa misura non determinante. Il 13% degli italiani ritiene di poter dare per scontato questi aspetti rispetto al cibo in vendita e una residua percentuale non ci fa caso (6%) o non ha elementi specifici di valutazione (9%).
 

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ETICHETTE
Per attingere informazioni sulla salubrità e sul valore del cibo che si intende acquistare, essenziali si confermano le etichette: ben il 64% dichiara di consultarle al momento dell'acquisto come garanzia di sicurezza per i prodotti, mentre 1 italiano su 2 (51%) attribuisce valore alla stagionalità dei prodotti, come garanzia di scelta alimentare corretta. I prodotti bio sono presidio di certezza nell'acquisto del cibo per 1 italiano su 5 (19%) e una significativa percentuale dichiara di informarsi prima di fare la spesa (17%). In ogni caso, l'asticella dell'attenzione per la questione spreco si è quindi decisamente alzata: lo dichiarano d'altra parte 7 italiani su 10 (68%) per i quali l'ultimo decennio è stato decisivo per approcciare la gestione del cibo in modo più consapevole, mentre per il 24% l'attenzione è rimasta inalterata. Determinante, per ben 1 italiano su 2, sono i grandi paradossi e le diseguaglianze del mondo, quindi un aspetto etico-sociale. Ma è notevole, per quasi 6 italiani su 10 (57%) la sensibilizzazione prodotta negli ultimi anni attraverso la veicolazione di dati e la sensibilizzazione di campagne informative e iniziative coinvolgenti sul tema spreco, che ha raggiunto oltre 1 italiano su 5 (23%). Un pò meno sono filtrati i messaggi della produzione/grande distribuzione (14%), dei media (12%) e le raccomandazioni di singoli personaggi autorevoli (5%).

 

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LA SPESA
Quali sono i cibi più sprecati, in rapporto alle abitudini di acquisto degli italiani? In testa alla 'hit' resta il cibo fresco e quindi potenzialmente più deperibile, per il 32% degli italiani (frutta, verdura, latte, formaggi,…). Ma è interessante rilevare che secondo 7 italiani su 10 l'eccedenza è legata alla bulimia: il 73% dichiara infatti che è troppo il cibo cucinato, oppure acquistato in ragione delle mitiche offerte 2 per 3 o ancora per l'abitudine dell'unica spesa settimanale che ci porta a comprare più di quanto possiamo smaltire. La spesa è infatti un 'ritò che la maggior parte degli italiani compie settimanalmente (37%) oppure 2-3 volte alla settimana per 1 italiano su 3 (32%). Un italiano su 10 fa la spesa ogni giorno (11%), e 2 intervistati su 10 semplicemente sulla base della reale necessità di acquisto (18%). Sono i dati dell'Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/ Swg in vista della settima Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, mercoledì 5 febbraio 2020, promossa dalla campagna Spreco Zero con il patrocinio dei ministeri dell'Ambiente, della Salute e degli Affari Esteri.
Il cibo che si spreca meno di tutti è il pesce.  

Ogni anno circa 1,7 milioni di tonnellate di cibo vengono buttate, di questo solo il 2,5% è costituito da surgelati.

I CUOCHI
Il presidente della Federcuochi, Rocco Pozzulo, spiega che «per i prossimi due anni sono previste numerose iniziative per combattere gli sprechi in cucina». Tra il 2020 e il 2021, infatti, all'interno dei contest a cui la Fic prenderà parte si terranno dei focus per sensibilizzare le persone sul tema dello spreco alimentare. Ma non soltanto. Una prima iniziativa, nell'ambito del progetto europeo, è quella che la Federcuochi sta realizzando in collaborazione con il ministero della Salute: «Un ricettario che tiene conto della diminuita necessità di apporto calorico della popolazione e quindi propone ricette oculate dal punto di vista dello spreco», racconta Pozzulo. Accanto a questo c'è poi il progetto pilota a Riva del Garda, «dove - aggiunge Pozzulo - in occasione di alcune gare di cucina, tra team di cuochi che intervengono in caso di calamità naturale, la Fic ha deciso di destinare il prodotto in eccedenza, chiaramente ben conservato, alla Caritas»

Ultimo aggiornamento: 19:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA