CORONAVIRUS

Turismo "green" in Campania: i consigli dell'associazione Grandi Giardini d'Italia

Domenica 5 Luglio 2020 di Emanuela Sorrentino
Il turismo? Quest’anno è soprattutto “green” con la riscoperta di spazi aperti, piante e visite guidate che si svolgono rispettando le norme sul distanziamento. E così ecco un’alternativa al mare, stando sempre all’aria aperta. Tra le mete suggerite c’è la Campania con gli indirizzi, ad esempio, che rientrano nei Grandi Giardini Italiani, il network nato nel 1997 con l’obiettivo di far conoscere al pubblico l’immenso patrimonio artistico e botanico dei giardini italiani, facendo scoprire il loro ruolo creativo e culturale, tra fioriture e particolari eventi.

Si tratta di strutture da conoscere e visitare in sicurezza. In tempi di restrizioni per il Coronavirus, le oasi “verdi” all’aperto vengono viste come un paradiso. In Campania i primi spazi che hanno aperto i battenti e rientrano nel circuito dei Grandi Giardini Italiani sono la Reggia di Caserta (che ha attivato nuovamente le navette per il Giardino Inglese ed è possibile accedere anche in bici) e il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (di proprietà di Ferrovie dello Stato Italiane ospita una collezione di 55 treni tra locomotive e ha un giardino botanico con piante provenienti da tutto il mondo). E ancora hanno riaperto al pubblico anche Palazzo Cocozza a Caserta, Villa San Michele a Capri, i Giardini La Mortella a Ischia, e il Parco del Negombo. 

«Una passeggiata in un bellissimo giardino è terapeutica per riacquistare il buon umore e il contatto con la natura», spiega Judith Wade, Ceo di Grandi Giardini Italiani. «Ovviamente – spiega Wade – le visite sono fatte con modalità diverse, in rispetto alle norme sul distanziamento sociale. Oggi stiamo scoprendo nuovi modelli di visita persino migliori rispetto a prima dell’emergenza: è infatti possibile apprezzare i giardini non solo dal punto di vista botanico e artistico, ma anche per il silenzio e il relax».

Il settore legato alle visite “green” con le gite fuori porta e le visite agli splendidi giardini con 500 anni di storia si chiama horticultural tourism, in forte espansione fino all’emergenza Coronavirus: lo scorso anno nei grandi giardini italiani ci sono stati 8 milioni e mezzo di visitatori, per metà stranieri. Per Judith Wade, «in questi anni abbiamo fatto conoscere al pubblico in Italia e all’estero il patrimonio dei giardini italiani, strutturando una promozione organizzata e permanente. Quello verde è un turismo fuori dalle abituali rotte, tutto da scoprire». © RIPRODUZIONE RISERVATA