Donne giapponesi: "il cioccolato lo compro per me"
Il bando contro i regali di San Valentino in ufficio

di Erminia Voccia

Una settimana prima di San Valentino il settimo piano del centro commerciale Ginza Mitsukoshi di Tokyo era già affollato di donne in cerca di confezioni di cioccolatini, ma non è detto che tutte fossero disposte a regalarli a un uomo. Una di queste, una donna sui 40 accompagnata da un'amica, ha detto al Japan Times di concedersi un regalo ogni anno il 14 febbraio: «È un must! Amo la cioccolata! E alcune marche si trovano solo in questo periodo dell'anno». Il suo non sembra essere un caso isolato. Sempre più donne in Giappone, riferiscono i media, vorrebbero abbandonare la tradizione del giri choko, la consuetudine di regalare confezioni di cioccolatini o di dolci fatti in casa ai propri colleghi, capi e amici uomini. Il giri choko, espressione traducibile con cioccolato dell'obbligo, sarebbe considerata una forma di abuso di potere da parte dei colleghi e dei superiori di sesso maschile. La pensa così il 35,6 % delle persone, stando a uno studio recente.



Il giri choko può diventare un affare molto dispendioso per le donne, che in media arrivano a spendere 10 mila yen. Ancora il Japan Times cita le cifre della Japan Anniversary Association, secondo cui l'occasione di San Valentino genera un giro d'affari da 126 miliardi di yen, quindi da oltre un miliardo di dollari.
Molte compagnie e aziende si sono attivate per scoraggiare la tradizione imponendo dei bandi negli uffici. «Il bando rende tutto più semplice, così non devo comprare nulla!», ha commentato una ragazza di nome Ai a Bloomberg. Questa soluzione sembra aver risolto il problema alla radice, sollevando impiegate e professioniste dal dubbio: sarà troppo? E se fosse interpretato come un gesto romantico? Un pacchetto eccessivamente lezioso o generoso di dolcezze potrebbe dare l'idea dell'inizio di un corteggiamento e generare un certo equivoco. Non ci sono dubbi, invece, se a San Valentino si riceve un honmei choko, il cioccolato del vero sentimento. In genere questi pacchetti sono molto più cari per i portafogli delle donne nipponiche e anche più ricercati, mentre un giri choko può semplicemente voler dire: “ti ringrazio per quello che fai per me”.

Il Japan Times ha lanciato un sondaggio su Twitter proprio sulla tradizione del giri choko. Al quesito “il giri choko è una tradizione obsoleta?” il 56% ha risposto: “sì, facciamola sciogliere”. Il 44% ritiene, al contrario, che sia una tradizione divertente. Molti quindi non si farebbero troppi problemi sull'argomento e tante donne sarebbero invece contente di regalare cioccolato in segno di gratitudine. La verità è che gli uomini che hanno ricevuto il giri choko ricambiano il gesto delle colleghe appena un mese dopo, durante il White Day, che cade il 14 marzo. In quella data gli uomini regalano confezioni di cioccolatini di colore bianco. Spesso questi regali sarebbero anche più costosi e impegnativi del giri choko.

L'anno scorso il giri choko aveva scatenato una polemica dopo la pubblicazione di una pubblicità della casa di cioccolato belga Godiva che esortava le donne giapponesi a rifiutarsi di regalare cioccolato ai colleghi. La pubblicità, grande quanto una pagina di giornale, invitava a farlo solo se il gesto era motivato dal sentimento. Se ancora molte donne sembrano inclini a regalare dolci pacchettini ai colleghi, potrebbe essere vero che in Giappone il mercato del cioccolato è in espansione perché sempre più giapponesi ne comprano per se stesse. E ssarebbero disposte a spendere almeno il triplo.







 
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 20:51 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2019 20:56
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