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Loredana Bertè, ritorna in concerto all'Auditorium: «Infiammerò il palcoscenico»

Lunedì 17 Marzo 2014 di Marco Molendini
Loredana Bertè
Loredana quarant'anni dopo. Quarant'anni vissuti pericolosamente e intensamente fra gioie, successi, eccessi, dolori, amori e smarrimenti. È un tour del ritorno in pista, anche dell'autocelebrazione quello che la Bertè ha messo in piedi con immarcescibile spirito rock, al grido di «infiammeremo il palco con due ore e mezza di spettacolo» e con la sincera ambizione di mostrare che, finalmente, sta provando a fare pace con la vita e anche con se stessa. E, stavolta, per davvero. Insomma, ce ne è quanto basta per far sapere che nulla è perduto, che la grinta e la voglia sono gli stessi di un tempo, a partire proprio da una data storica, il 1974, l'anno del debutto della bellissima ragazza calabrese, che a quei tempi frequentava Adriano Panatta e proponeva il suo primo album, Streaking, prodotto da Alfredo Cerruti, deciso a lanciarla come interprete sexy.



Memoria Il nuovo giro di concerti è un invito alla memoria a cominciare dal titolo: Bandabertè 1974-2004 Tour con la sessantatreenne Loredana accompagnata da una formazione di sette elementi e dalla voce di Aida Cooper. Un autoritratto generoso e composto, ovviamente, dalla musica ma con un ricco corredo di proiezioni e immagini personali. Video proiettati sul palco alle sue spalle, che raccontano la sua esistenza altalenante: così c'è Loredana col pancione a Sanremo, Loredana con l'abito da sposa, Loredana degli eccessi. E c'è una Loredana dolcissima quando appare sullo schermo vicina all'adorata sorella Mia Martini. Una sequenza che invita all'emozione accompagnata da una canzone, Zona Venerdì, che lei stessa scrisse dopo la morte prematura di Mimì.



La scaletta è ampia, firmatissima, abbondante di riferimenti e non dimentica nulla della sua lunga storia. Ci sono, così, i suoi più grandi successi, da Sei bellissima, il primo vero hit uscito nel '75, a Dedicato scritta per lei da Ivano Fossati, a E la luna bussò (scritta con Mario Lavezzi e Daniele Pace dal paroliere Oscar Avogadro, morto ieri a 59 anni), a Non sono una signora, altro brano a firma Fossati destinato a diventare una sorta di suo manifesto, a Il mare d'inverno firmata da Enrico Ruggeri, a Esquinas del cantautore brasiliano Djavan a cui la Bertè dedicò un intero album (Carioca). E ancora: fuori dai cassetti dei ricordi escono brani come Indocina, anno 1976, Così ti scrivo di Maurizio Piccoli, Una sera che piove, Io resto senza vento (anche questa porta la firma di Avogadro). Nel menù figurano, poi, anche un omaggio a Luigi Tenco con Ragazzo mio (un brano uscito nell'album del '64 Ho capito che ti amo), un altro a Fabrizio De André con Fiume Sand Creek, un terzo a Rino Gaetano con la sua Ma il cielo è sempre più blù.



Il Bandabertè Tour dopo Roma, dove si ferma domani sera all'Auditorium, toccherà altre città italiane da Senigallia (22) a Cesena (5 aprile), Napoli (17) e Reggio Calabria (19). Ad accompagnare Loredana oltre alla guest star e amica di una vita Aida Cooper, ci sono Alberto Linari alle tastiere, Andrea Morelli e Alessandro De Crescenzo alle chitarre, Pier Mingotti al basso, Ivano Zanotti "The Big Drummer" alla batteria.
Ultimo aggiornamento: 15:25
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