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I 130 anni del Mattino, la nuova puntata della graphic novel: Mussolini e la visita di Hitler a Napoli

Lunedì 15 Agosto 2022 di Gigi Di Fiore
I 130 anni del Mattino, la nuova puntata della graphic novel: Mussolini e la visita di Hitler a Napoli

Nel sesto episodio della graphic novel curata da Giffoni film festival per i 130 anni del «Mattino», riflettori puntati sul decennio 1932-1942. Il giornale e la sua storia entrata nel secondo decennio dell’era fascista. “Il Mattino” nel 1932 era diretto da un affermato giornalista, l'inviato dal nome prestigioso e famoso per i suoi reportage di inizio secolo con il “Corriere della sera”: Luigi Barzini senior. Fu lui a curare il numero celebrativo della marcia su Roma nell’ottobre del 1932, preceduta dal grande raduno napoletano. In prima pagina, accompagnato da una grande foto di dieci anni prima, il titolo a sette colonne ricordava la giornata del discorso di Mussolini al teatro San Carlo: “Napoli evoca lo storico 24 ottobre 1922”.

Due anni dopo, l’Italia vinse per la prima volta il campionato mondiale di calcio, che fu giocato proprio nel nostro Paese, vincendo la finale contro la Cecoslovacchia domenica 10 giugno 1934. La notizia venne data dal “Mattino” martedì 12 giugno 1934 perché il giornale non usciva di lunedì. Era su un titolo di centro della prima pagina a cinque colonne, che rispecchiava la retorica dell’epoca: “L'Italia conquista il Campionato Mondiale di Calcio dopo due ore di lotta con la squadra boema”. Il pezzo portava la firma di un giornalista che avrebbe poi pubblicato numerosi libri di storia e costume su Napoli: Giovanni Artieri.

Nel maggio del 1938 fosche nubi si addensavano sui cieli del mondo per i disegni di conquista che maturava Adolf Hitler. Il dittatore tedesco venne in visita in Italia e fu anche a Napoli. Giovedì 5 maggio 1938 “Il Mattino” seguì con attenzione l’avvenimento, pubblicando un'originale prima pagina dal grosso titolo a sette colonne in carattere gotico e lettere tutte in maiuscolo: “Benvenuto Fuhrer nella città regina del Mediterraneo”. Campeggiavano poi due grosse foto: una riprendeva il volto di Hitler, l’altra ritraeva insieme Hitler e Mussolini seduti in auto. “Saluto” era il fondo, firmato genericamente IL MATTINO. La guerra era ormai prossima.

Per l’Italia arrivò due anni dopo e venne annunciata da Benito Mussolino lunedì 10 giugno 1940 dal balcone di palazzo Venezia dinanzi a una folla immensa. Il capo del governo italiano parlò alle 18: l’Italia era entrata in guerra contro Francia e Inghilterra. “Il Mattino” ne diede notizia martedì 11, con un titolo a colonne piene dove il vero commento è nel sotto titolo catenaccio, che riprende il passaggio finale del discorso di Mussolini: “Popolo italiano, corri alle armi. La parola d'ordine è vincere. E vinceremo!”. Poi notizie illustrative, in un numero del quotidiano da tempo ridotto a 4 pagine, diretto da un giornalista fascista della prima ora di origini toscane: Cesare Marroni. Fu l’inizio del baratro da milioni di morti e la fine del fascismo. Dopo tre anni di sanguinosa guerra, mentre gli americani erano ormai sbarcati in Sicilia per avanzare verso il nord della penisola, domenica 25 luglio 1943 il Gran Consiglio votò la sfiducia a Mussolini. Era di fatto la fine del regime fascista. “Il Mattino” era diretto da Arturo Assante, con redattore capo Ernesto Grassi. Spettò a loro, in un giornale ridimensionato a due pagine per le difficoltà logistiche e finanziarie provocate dalla guerra, dare la notizia il martedì successivo. Saltando l'imbarazzo di dover descrivere l'accaduto, “Il Mattino” andò alla fase successiva dando notizia della designazione del generale Pietro Badoglio a capo del governo, per decisione del re Vittorio Emanuele III. Il 27 luglio 1943, il titolo del “Mattino” è a sette colonne “Il Ministero Badoglio”.

Con l’arrivo a ottobre degli anglo-americani a Napoli, il quotidiano sarebbe rimasto in edicola ancora per poco, diretto da Paolo Scarfoglio tornato nei giorni difficili della transizione dal fascismo al regno del sud. Il giornale, come gli altri pubblicati a Napoli nel Ventennio fascista, venne chiuso. Al suo posto, uscì il “Risorgimento”, che accorpava “Mattino”, “Roma” e “Corriere di Napoli”. Era il giornale, stringato, vigilato dagli anglo-americani. Alla direzione fu chiamato l’antifascista Floriano Del Secolo su indicazione di Croce.

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA