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Il Mattino, 130 anni in nome del dialogo: l'impegno al servizio del Mezzogiorno

Giovedì 26 Maggio 2022 di Marilicia Salvia
Il Mattino, 130 anni in nome del dialogo: l'impegno al servizio del Mezzogiorno

A rompere il ghiaccio ci pensa il governatore De Luca con la sua battuta sul numero di consiglieri eletti dalla Lega in Regione «che sono due o tre, operazione sensata, ma ora basta così», una saetta per Salvini capace di strappare il sorriso e i primi applausi a una platea subito attenta e coinvolta. L'ultima immagine, dopo otto ore e tredici dibattiti e cinque premiazioni e tre clips della graphic novel del Giffoni Festival, è quella di un giovane emozionato gelataio, uno dei giganti che il giornale ha voluto premiare, ragazzo di strada passato per il carcere di Nisida e ora felice della sua vita pulita: «Volere è potere», dice Gennaro De Gennaro, lo dice pensando ai tanti, troppi coetanei rimasti indietro mentre lui andava avanti, lo dice a loro come un giorno lo ha detto a se stesso. Auguri al Mattino, auguri alla voce di Napoli, della Campania, del Mezzogiorno che il suo 130esimo compleanno ha voluto festeggiarlo a modo suo: nella bellezza struggente del Teatro di Corte del palazzo di Napoli capitale, nella luce straordinaria del giardino pensile affacciato fra il Vesuvio e piazza del Plebiscito - pausa pranzo a base di finger food e selfie in un luogo che grida in faccia al mondo che non esiste città più bella di questa; ma senza rinunciare per un attimo al suo ruolo e al suo mestiere, quello di farsi e di fare domande, di andare dentro i fatti, di spiegare, capire, raccontare. Ha festeggiato alla grande, Il Mattino, alla presenza dell'editore Francesco Gaetano Caltagirone con la compagna Malvina, della presidente della Caltagirone editore Azzurra Caltagirone, di Massimiliano Capece Minutolo del Sasso presidente del Mattino spa, dei direttori dei giornali del gruppo (Massimo Martinelli del Messaggero, Roberto Papetti del Gazzettino di Venezia, Davide Desario di Leggo, Rosario Tornesello del Nuovo Quotidiano di Lecce) e degli ex direttori Paolo Graldi e Alessandro Barbano; ha festeggiato con un evento che ha messo insieme nomi prestigiosi, e allo stesso tempo con quel modo semplice, confidenziale, che da sempre lo rende riconoscibile e amico di migliaia di famiglie, scegliendo questa occasione per ufficializzare il passaggio di consegne tra il direttore uscente Federico Monga e il suo successore Francesco de Core

L'uno torinese l'altro casertano, la regia del destino ha messo i due direttori sullo stesso palco, accolti dal padrone di casa Mario Epifani e accompagnati da una frizzante Caterina Balivo, per un evento che era stato pensato e strutturato nella contrapposizione tra il Nord e il Sud del Paese. È finita con la vittoria ai punti del Sud, dati da leggere però in controluce perché raccontano una realtà in divenire, una trasformazione in corso che può aprire scenari inediti di sviluppo se si sarà davvero bravi a mettere insieme tutte le tessere del mosaico. Quelle principali sono due, la prima è il Pnrr e l'altra, la vera architrave, è il processo di digitalizzazione che sta trasformando il mondo intero e che qui sta contagiando le nuove generazioni con rapidità entusiasmante. In realtà il gap resta notevole, «ci sono 150mila posizioni che le imprese non riescono a riempire proprio perché non esistono ancora abbastanza competenze digitali», ha detto Silvia Candiani, country general manager di Microsoft Italia. E le scuole, le università, le stesse imprese che, per crescere, della digitalizzazione hanno bisogno come il pane, investono ancora poco nella formazione. Ma la buona notizia è che di questa necessità ci si sta convincendo. Ovunque, anche al Sud. E che imprese globali, sui giovani del Sud hanno cominciato a scommettere. A Napoli non c'è più soltanto la rivoluzionaria Academy Apple di San Giovanni a Teduccio, racconta Agostino Santoni, vicepresidente di Cisco South Europe, che ha stretto rapporti di collaborazione con l'Università, la Regione, la scuola Ferraris di Scampia e persino il carcere di Secondigliano. E dal suo osservatorio, l'ad di Leonardo Alessandro Profumo incalza: mettiamoci tutti in gioco. D'altra parte, che l'imprenditoria meridionale sia tra le più qualificate al mondo lo sottolinea l'armatore Manuel Grimaldi, erede di una tradizione illustre, ora fortemente impegnato sulla frontiera della sostenibilità ambientale. 

 

Il cammino è lungo, insomma, ma la strada è tracciata - «Superate la comfort zone e innovate», dice rivolgendosi ai ragazzi l'imprenditore Danilo Iervolino - e la giornata prende molto presto, nelle menti di chi ascolta, le sembianze di una gigantesca scopa di saggina che spazza via un sacco di luoghi comuni. Non c'è più il Sud che si piange addosso, non ci sono più gli scansafatiche, i mammoni: la storia della ricercatrice napoletana Francesca Esposito, planetologa lanciata dall'Osservatorio di Capodimonte al progetto Marte targato Nasa, parla da sola. E parla alla città il coraggio di Valeria Pirone, dirigente della scuola Vittorino da Feltre teatro di un tremendo delitto di camorra: «Guai ad arrendersi alla rassegnazione e alla paura», dice con emozione ricevendo il premio Giganti del Mattino dalle mani dell'ad di Parmacotto Andrea Schivazappa. Non è un caso: l'azienda emiliana sostiene con convinzione l'attività dei ragazzi della Sanità. Altrochè lontananza e contrapposizione fra il Nord e il Sud. 

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E dire che la mattinata era iniziata secondo copione, con il governatore Vincenzo De Luca furioso (giustamente) per il discriminante riparto dei fondi per la sanità, e la prevedibile filippica del suo competitor Matteo Salvini contro gli sprechi e le incapacità gestionali dei politici meridionali (del passato). Ma a guardar bene parlavano la stessa lingua, tanto da lasciarsi con la promessa di vedersi spesso e volentieri. D'accordo su tutta la linea il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e quello di Roma Roberto Gualtieri, idee chiarissime sulla necessità di riforme che garantiscano loro maggiori poteri. Seguitissimo il confronto fra l'effervescente Aurelio De Laurentiis e il compassato ad dell'Inter Giuseppe Marotta; viaggio tra le eccellenze enogastronomiche con gli chef Rosanna Marziale e Massimo Bottura e i produttori di vini Silvia Imparato e Antonio Rallo. Autentiche chicche i dialoghi tra Alex Britti ed Enzo Avitabile, Maurizio de Giovanni e Dacia Maraini, Gabriele Salvatores e Toni Servillo. Teatro e muusica, scrittura e cinema che parlano all'Italia e al mondo da Napoli e dal Mezzogiorno sempre più spesso e sempre più a lungo, strumenti di ascolto e di reciproco arricchimento. C'è bisogno di più cultura, c'è bisogno di più comunicazione: il confronto fra quattro manager della comunicazione digitale, Andrea Di Fonzo (Publics Group), Luca Vergani (Italy Wavemaker, Marco Robbiati (Omnicom Media Group) e Piergiorgio Manuti (Carat), ha riportato l'attenzione sul crinale sottilissimo tra un presente magmatico e un futuro potenzialmente esaltante, purchè nel frattempo si impari a governare in modo sano algoritmi e big data. Perciò dell'informazione - corretta, trasparente, efficace - non si spegnerà mai la sete: non importa il mezzo, se cartaceo o digitale, entrambi funzioneranno, a condizione che si smetta di contrapporli come il diavolo e l'acqua santa. Il Mattino la sfida l'ha raccolta, è pronto a guardare avanti. Come fa ogni giorno, tutti i giorni, da 130 anni. 

Ultimo aggiornamento: 20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA