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Cardiochirurgia: alla San Michele tutte le metodiche innovative

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
Giovedì 16 Giugno 2022
Cardiochirurgia: alla San Michele tutte le metodiche innovative

Mininvasiva anche per chirurgia vascolare, la radiologia interventistica, l’emodinamica

Cardiochirurgia: alla San Michele tutte le metodiche innovative

Tecnologie d’avanguardia in ogni reparto della Casa di Cura

Il processo di crescita della Casa di Cura “San Michele” è iniziato fin dalla nascita, quasi 70 anni fa, e non potrà che proseguire ancora, visto il considerevole ruolo che ricopre nella rete sanitaria del territorio campano e del Sud Italia. Questa grande realtà ospedaliera sita a Maddaloni è protagonista, infatti, di un lungo processo di costante rinnovamento, grazie a investimenti sulla struttura e sul personale, su tecnologie all’avanguardia e su attrezzature avanzate, con un livello di prestazioni offerte ai pazienti e alle loro famiglie sempre più alto in ogni reparto.

«Il nostro percorso è cominciato molti decenni fa, attraverso adeguate programmazioni e importanti investimenti basati soprattutto sul rafforzamento tecnologico, con l’obiettivo di fornire una sanità sempre più all’avanguardia e una pronta risposta persino in fase di emergenza», rivela il dr Crescenzo Barletta, presidente del CdA della “San Michele”, che il 2 giugno – nel corso di una cerimonia tenutasi durante i festeggiamenti del 76º anniversario della proclamazione della Repubblica nella piazza antistante la Reggia di Caserta – ha ricevuto l’onorificenza di “Ufficiale al merito della Repubblica Italiana”.

Se da oltre 35 anni il Dipartimento di Cardiochirurgia della Casa di Cura “San Michele” si occupa del trattamento di tutte le patologie che interessano il cuore e il sistema vascolare, dotandosi continuativamente di tecnologie e apparecchiature di ultima generazione, negli ultimi dieci anni ha fatto della Cardiochirurgia Mininvasiva uno dei suoi tratti distintivi. La tecnica mininvasiva, infatti, permette al chirurgo di operare attraverso una incisione di pochissimi centimetri, senza sternotomia. Ciò riduce il trauma chirurgico e si traduce in numerosi vantaggi per il paziente. Tra i benefici si annoverano una consistente riduzione del dolore, dello stress e delle complicanze post-operatorie, minori perdite ematiche con bassissima incidenza di trasfusioni, tempi di ripresa più rapidi, un minor impatto estetico.

D’altronde l’Alta Specialità del Cuore e dei Vasi della “San Michele” vanta numerosi primati, ottenuti soprattutto grazie al continuo ricorso a tecniche chirurgiche d’avanguardia come la chirurgia minimamente invasiva (MIS o MICS), che tratta molte patologie cardiache, per esempio, valvulopatie mitraliche e tricuspidaliche. 

La presenza, altresì, di una struttura innovativa e assolutamente sicura come la sala operatoria ibrida – attiva già da ben sette anni e aperta alla chirurgia di alta specialità per il trattamento di casi complessi e delicati riguardanti la cardiochirurgia, la chirurgia vascolare, la radiologia interventistica, l’emodinamica e tanto altro – è garanzia della centralità della persona assistita e dà la misura della qualità di un sistema sanitario, quale quello in atto alla “San Michele”, basato sul meglio dell’innovazione in sanità e capace di accogliere i pazienti provenienti anche da regioni limitrofe, garantendo così possibilità di cure all’avanguardia ancor più necessarie in un momento in cui il comparto sanità è stato colpito negli ultimi due anni e molte diagnosi e cure sono state posticipate a causa della pandemia.

L’équipe cardiochirurgica di altissimo livello della “San Michele”, coordinata da Antonio De Bellis e formata da Francesco Baldascino, Massimo Cioffi, Ludovico Fimiani, Rosa Alba Mozzillo, Salvatore Senese, Andrea Spadafora, Eduardo Vitagliano, dal personale infermieristico e tecnico e dal team anestesiologico; a destra il dr. Virgilio Barletta e la sua équipe

CHIRURGIA ORTOPEDICA ROBOTICA

Intelligenza Artificiale per il ginocchio

L’investimento nell’alta tecnologia è una opzione irreversibile perseguita dal CdA della “San Michele” per dare un contributo sempre più tangibile al miglioramento della qualità delle cure. Ciò vale in tutti i reparti, indirizzati a offrire un servizio che risponda sempre più alle esigenze degli assistiti.

Si punta anche sull’innovazione tecnologica al servizio delle prestazioni ortopediche. La Casa di cura di Maddaloni, infatti, è stata la prima nel Sud Italia a utilizzare il nuovo sistema robotico nella chirurgia protesica di ginocchio, Rosa Knee, che favorisce il posizionamento ottimale della protesi.

Sono poche le strutture sanitarie specializzate in chirurgia ortopedica che possono contare su un sistema di intelligenza artificiale così avanzato. «La piattaforma robotica Rosa Knee – spiega il dr. Virgilio Barletta, responsabile del reparto di Ortopedia – viene utilizzata per eseguire, riducendo il margine di errore, le resezioni ossee e il bilanciamento dei tessuti molli. Il sistema robotico assiste il chirurgo nell’identificazione degli assi di allineamento, che sono di fondamentale importanza per il corretto posizionamento e orientamento delle componenti protesiche».

Stiamo parlando di uno strumento di altissima precisione per la pianificazione chirurgica prima dell’intervento e per la costruzione di un modello anatomico tridimensionale (ricostruzione 3D) del ginocchio, utile al posizionamento e alla misura dell’impianto. Con l’impiego di questa tecnologia – che ovviamente non sostituisce il chirurgo – i vantaggi per il paziente sono numerosi: maggiore accuratezza nel posizionamento delle protesi, riduzione del dolore post operatorio e quindi riduzione di assunzione di analgesici, riduzione dei tempi di ospedalizzazione, rapido e completo recupero del movimento del ginocchio.