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Mininvasività e sicurezza
in Cardiochirurgia

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
Martedì 31 Maggio 2022
Mininvasività e sicurezza in Cardiochirurgia

Tecniche interventistiche rivoluzionarie in Sala Ibrida

Una delle poche in Italia ad aver festeggiato i 35 anni di attività, la Cardiochirurgia della Casa di Cura “San Michele” è andata crescendo sempre di più nel tempo, per stare al passo con i progressi medico-scientifici e andare incontro così al benessere delle persone malate.

L’approccio utilizzato è quello mini-invasivo, con la messa a punto di tecniche meno gravose e impattanti per il paziente coadiuvata dall’innovazione dei dispositivi medicali e dal miglioramento della diagnostica preoperatoria, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente il trauma chirurgico rispetto all’approccio standard in sternotomia (l’apertura completa del torace).

Mininvasività e multidisciplinarietà, infatti, caratterizzano le tecniche interventistiche cardiochirurgiche più utilizzate dai medici dell’Alta Specialità del Cuore e dei Vasi della Clinica maddalonese, che è in grado di fornire qualsiasi prestazione cardiochirurgica sia in regime di elezione che di urgenza ed emergenza.

L’area chirurgica di eccellenza è rappresentata dal trattamento delle patologie aortiche, che spazia dalla sostituzione valvolare alla correzione della patologia aneurismatica (chirurgia dell’aorta).

Gli interventi più comuni, infatti, sono rappresentati dalla riparazione o sostituzione della valvola mitrale, aortica e tricuspide; la chirurgia di rivascolarizzazione miocardica (bypass aorto-coronarico) comprensiva di rivascolarizzazione arteriosa o con accesso mini-invasivo, a seconda delle indicazioni; chirurgia delle complicanze dell’infarto miocardico (come difetti interventricolari, rotture di cuore, aneurismi ventricolari); chirurgia delle aritmie (ablazione della fibrillazione atriale e delle tachicardie ventricolari).

Nel corso degli anni, inoltre, si è ampliata l’esperienza nel trattamento delle patologie acute dell’aorta ascendente, per esempio la dissezione aortica tipo A. Il trattamento fornito al paziente punta alla risoluzione completa della patologia. Nello specifico, in collaborazione multidisciplinare con la chirurgia vascolare, in seguito al trattamento in regime di emergenza del primo tratto di aorta ascendente e dell’arco aortico, si procede in una seconda fase al completamento endovascolare del tratto di aorta toracica discendente e, nel caso fosse necessario, sotto diaframmatico: si ottiene così la completa risoluzione di una patologia potenzialmente evolutiva nel tempo.

Altra competenza che qualifica l’équipe di altissimo livello della “San Michele” – coordinata dal cardiochirurgo Antonio De Bellis e formata da Francesco Baldascino, Massimo Cioffi, Ludovico Fimiani, Rosa Alba Mozzillo, Salvatore Senese, Andrea Spadafora, Eduardo Vitagliano, dal personale infermieristico e tecnico e dal team anestesiologico – è quella della chirurgia coronarica, sia convenzionale che a cuore battente senza circolazione extracorporea (cioè senza fermare il cuore), con la “No-Touch Technique”, con utilizzo prevalente di entrambe le arterie mammarie e di graft compositi (ed eventuale prelievo endoscopico della vena grande safena in casi selezionati).

Grande attenzione è posta nei confronti di approcci mini-invasivi riguardo ai vizi valvolari più comuni: vengono adottate, infatti, le tecniche più moderne, che permettono risultati equiparabili agli accessi cardiochirurgici tradizionali. Per la valvola aortica l’approccio consiste nella parziale divaricazione sternale mediante l’incisione di una sola parte dello sterno (ministernotomia); per la patologia mitralica viene utilizzato invece un accesso laterale a livello del torace (minitoracotomia) in modo da poter raggiungere chirurgicamente la valvola malata, evitando la sternotomia.

Altro punto di forza della Cardiochirurgia della “San Michele” è rappresentato sia dall’ottima integrazione all’interno del dipartimento cardiovascolare per quanto riguarda la sinergia diagnostica e di trattamento con i cardiologi clinici e interventisti, sia dalla presenza di una modernissima Sala Ibrida, costantemente operativa fin dall’inaugurazione nel 2015 e tra le pochissime del Sud d’Italia, per procedure chirurgiche e interventistiche (TAVI, TEVAR), condotte in collaborazione con la Cardiologia, la Radiologia Interventistica e la Chirurgia Vascolare. La sala ibrida è dotata di una tecnologia d’avanguardia, con poche eguali in Italia e in Europa e con gli evidenti vantaggi che ne conseguono.

Ultimo aggiornamento: 16:03