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S. Casadio (Esia): “Viviamo il post-CoViD, senza dimenticare i nemici di sempre”

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Mercoledì 30 Marzo 2022
S. Casadio (Esia): “Viviamo il post-CoViD, senza dimenticare i nemici di sempre”

È questione di ore, poi gli italiani potranno compiere il primo passo verso un assaggio di normalità. Dal 1 aprile, infatti, entra in vigore il cosiddetto Decreto Riaperture, che allenta un po’ le maglie della certificazione verde. Alcuni servizi pubblici essenziali, vietati sinora ai no-green pass, torneranno ad essere utilizzabili, gli spazi all’aperto saranno anch’essi, per lo più, liberi da costrizioni, ma negli ambienti di lavoro la “normalità” sarà parziale, determinando il passaggio dall’obbligo di Super Green Pass alla versione base. Sarà il Primo Maggio, giornata della Festa dei Lavoratori, a segnare il ritorno alle condizioni ante-pandemia, quando non sarà necessaria alcuna certificazione per lavorare (gli over-50 saranno comunque vincolati all’obbligo della vaccinazione fino al 15 giugno).

 

È possibile che questo clima di fiducia determini da subito un ritorno al passato anche nell’organizzazione del lavoro. Stefania Casadio, direttore di Esia, azienda che da oltre 25 anni si occupa di consulenza ambientale, osserva infatti che nei precedenti mesi, ove possibile, gli uffici erano comunque tenuti “a bassa intensità”. “La pandemia ha prima costretto le aziende ad applicare il telelavoro e poi le ha genuinamente convinte, ammettendo questa modalità di impiego anche quando non resa obbligatoria” - osserva la dirigente di Esia - “ora, invece, il progressivo ritorno alla normalità potrebbe invogliare a riempire gli uffici”.

 

Ciò implica una particolare attenzione non solo al CoViD-19, ma al rischio biologico in generale. “Nessuno vorrebbe prendere lezioni da una pandemia, convenendo che si prendessero dal buon senso e basta - seguita la dott.ssa Casadio - ma se qualcosa dobbiamo imparare da questa emergenza è l’attenzione che dobbiamo porre nei confronti di tutti i patogeni… anche quelli che, forse, abbiamo rischiato di dimenticare”. Su tutti, il batterio che causa la Legionellosi. In vista dell’estate, infatti, occorre eseguire controlli che dovrebbero essere di routine, come l’attività di prevenzione della Legionella su tutti gli impianti idrosanitari, di raffreddamento e aeraulici in generale.

 

Nel 2020 l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato diversi rapporti sulla Legionella e lo ha fatto in piena emergenza sanitaria. “Il motivo - spiega ancora il direttore di Esia - era incoraggiare in generale la prevenzione contro questa malattia nel periodo che precede l’estate, ma anche in particolare di evitare ‘epidemie’ di Legionella, perché la sintomatologia è simile al CoViD-19 e in quel momento, oltre ad evitare qualsiasi ospedalizzazione, era necessario eliminare anche elementi di confusione”. 

 

Viva la normalità, dunque, ma ricordando - oggi più di ieri - che anche in situazioni normali esistono virus e batteri da debellare.

Ultimo aggiornamento: 17:12