Il boom del turismo post lockdown

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Mercoledì 5 Gennaio 2022
Il boom del turismo post lockdown

In Estate e poco dopo, gli effetti del Green Pass sembrano aver placato molto le preoccupazioni dei turisti stranieri, che si sarebbero riversati in Italia in una quantità sorprendente, anche se ancora lontana dalle vette del 2019 (ultimo anno prima della pandemia e dell’emergenza sanitaria, con relative restrizioni). I numeri parlano di oltre 6 milioni di viaggiatori dall’estero, con strutture alberghiere riempite da 15 milioni di vacanzieri (il numero comprende l’ampia percentuale di turisti italiani) e strutture extra alberghiere al limite, con 8 milioni di posti occupati.
Per quanto siano state rilanciate ampiamente le città d’arte, la preferenza di gran parte dei viaggiatori italiani e stranieri è andata alle località balneari, purché attrezzate nel rispetto delle norme di sicurezza anti-covid. La campagna vaccinale ha fatto il resto, contribuendo a rendere covid-free molte aree e tranquillizzando ampiamente i turisti in viaggio.

La contrazione del turismo invernale
Se il turismo covid-free ha vissuto un’ampia crescita in Estate, caratterizzandosi per numeri inaspettati soprattutto nell’Italia centrale e settentrionale, con importanti punte anche nel Sud-Est della penisola, le cose sembrano stare andando diversamente nei mesi invernali.
È adesso più chiara la difficoltà del settore alberghiero a tornare ai valori standard che hanno preceduto la pandemia (valori che, tra l’altro, non erano stati raggiunti neanche in Estate), e questo è stato chiaro fin dal numero delle prenotazioni effettuate in vista dell’Immacolata. Gli alberghi, invece, si sono riempiti solo per il 50% o 60%, con valori percentuali lontani da quelli del 1 Novembre, che si sono rivelati molto più alti. Molti gestori ed esperti del settore mettono questo calo in relazione all’andamento dell’epidemia, da un lato, e delle misure del governo dall’altro: se l’avanzata della variante Omicron ha creato un forte clima d’allarme, tale da ridurre il numero di prenotazioni, l’introduzione del Super Green Pass sembra aver avuto un impatto non indifferente sul turismo e gli spostamenti effettuati e previsti nel mese di Dicembre.
Il ramo turistico continua dunque a muoversi con esitazione, tra alberghi che non hanno potuto ancora riaprire i battenti, congressi e viaggi d’affari spesso sospesi e annullati, e disposizioni governative che hanno cambiato fortemente le regole per le partenze e l’alloggio presso le strutture operative. Per limitare gli effetti di questi fattori, sembra destinata a imporsi – anche a Natale e Capodanno – la formula del turismo di prossimità, con evidente preferenza verso le città d’arte e le aree di montagna, con una ricaduta negativa, dunque, sui viaggi all’estero.

Gli effetti del Super Green Pass
Le ragioni che gli operatori turistici individuano per la contrazione del turismo che sta già verificandosi sono molto chiare e, tra queste, si fa strada anche l’introduzione del Super Green Pass, operativo dal 6 Dicembre e valido almeno fino al 15 Gennaio 2022. L’introduzione del potenziamento del Pass verde, infatti, sembra legata al desiderio del governo di spingere verso un miglioramento della campagna vaccinale: tuttavia, tra le conseguenze di questo provvedimento, si annovera anche un cambiamento nella percezione di sicurezza di tutti i turisti, anche potenziali. Andando contro a quel clima di ottimismo che aveva segnato il boom turistico estivo, l’insicurezza adesso sta diffondendosi, portando a conseguenze negative per il turismo e gli spostamenti da e verso l’estero.
L’Italia dunque non riconosce più non soltanto i vaccini non approvati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma, con il Super Green Pass, fa perdere valore persino al tampone, che, anche se negativo, non basta più a garantire gli spostamenti in entrata e uscita che richiedono necessariamente la vaccinazione o l’avvenuta guarigione dal Covid-19.
Il clima di confusione innescato dalla nuova variante omicron, da una parte, e dall’irrigidimento delle autorizzazioni governative e delle restrizioni interne, dall’altra, ha portato nuovi effetti negativi sul turismo: tra questi, la cancellazione arbitraria di voli da parte delle compagnie aeree, in risposta al continuo mutamento delle disposizioni statali. Negli ultimi mesi l’ENAC, Ente Nazionale Aviazione Civile, aveva già ripreso compagnie low cost come Volotea e WizzAir a causa di disservizi e cancellazioni che avevano colpito sino a 3500 passeggeri, minacciando anche sanzioni di entità massima. In questi casi, ovviamente, il turista ha diritto a un rimborso biglietto volo richiedendo il supporto di RimborsamiTu poiché la mancata partenza non dipende da una sua indisponibilità, ma da una decisione della compagnia aerea. In estrema sintesi, si cerca di guardare a Natale e Capodanno con un ottimismo che, stando ai dati delle prenotazioni fino ad ora effettuate e ai risultati concreti ottenuti dal primo turismo invernale, rischia di non trovare reale riscontro.

Ultimo aggiornamento: 11:37