Salute e malattie professionali:
«Così chiediamo risarcimenti»

A CURA DI PIEMME S.p.a
«Le malattie professionali sono quei problemi di salute legate a un’attività lavorativa svolta nel tempo. Classico esempio è quello degli autisti dei bus che possono soffrire di ernia al disco dovuta alla posizione in cui stanno per tante ore e alle relative sollecitazioni che influiscono negativamente sulla spina dorsale. In questo caso l’utente può chiedere un risarcimento all’Inail». A spiegarlo è l’avvocato Antonio Laudando.
 
 

Ottenere l’indennizzo, però, non è facile e bisogna affidarsi a uno studio legale specializzato. «Chi vuole avviare l’iter può rivolgersi al mio studio, spiegando la patologia e la mansione svolta. I nostri medici faranno esami strumentali, con conseguente certificato medico da inviare all’Inail. L’ente chiamerà l’utente a visita, lo valuterà e gli darà un punteggio. Questo punteggio sarà nuovamente analizzato dai nostri dottori che giudicheranno se giusto oppure no. Nel caso i medici non fossero d’accordo, faranno una relazione con il punteggio richiesto. Dunque ci sarà un primo ricorso amministrativo durante il quale il cliente verrà sottoposto a visita collegiale con nuovo punteggio. Se ancora non dovesse essere soddisfacente ci si rivolgerà al tribunale del lavoro. Dopo tale step, il tipo di malattia dovrà essere revisionata ogni due anni fino ad arrivare a ricevere la famosa pensione a vita».
 

Spesso si ritrovano in situazioni simili autisti e carpentieri: in questi casi si può arrivare a pensioni anche di mille euro. «Interveniamo anche in caso di decesso per amianto: i risarcimenti in queste situazioni partono da 70mila euro per arrivare fino a 800mila euro» conclude l’avvocato.
Lunedì 11 Marzo 2019, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 11-03-2019 10:05
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