L'Africa tiene il suo primo vertice sul clima, 'necessari più investimenti'

L'Africa tiene il suo primo vertice sul clima, 'necessari più investimenti'
L'Africa tiene il suo primo vertice sul clima, 'necessari più investimenti'
Venerdì 8 Settembre 2023, 20:00 - Ultimo agg. 16:36
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Più investimenti e meno debiti in nome del clima. È quanto si chiede ai Paesi ricchi al primo vertice africano sul clima in Kenya. Il continente è vulnerabile ai crescenti impatti del cambiamento climatico, ma i suoi leader non ci stanno a recitare il ruolo della vittima: l’Africa è un alleato a lungo ignorato nella lotta contro il riscaldamento globale.

I leader africani hanno esortato la comunità internazionale a sostenere l'aumento delle energie rinnovabili e hanno chiesto cambiamenti radicali al sistema finanziario globale, al termine del primo Vertice africano sul clima (ACS) tenutosi a Nairobi.

"Questo continente emette solo il 4% delle emissioni globali, ma subisce alcuni degli effetti peggiori (...): caldo estremo, inondazioni incessanti e decine di migliaia di morti a causa di siccità devastanti", ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Tuttavia, è necessario un massiccio aumento dei finanziamenti per sbloccare la crescita verde in tutto il continente "su una scala che possa contribuire in modo significativo alla decarbonizzazione dell'economia globale", hanno dichiarato i leader africani al summit organizzato dal governo keniota e dall'Unione Africana.

La Dichiarazione di Nairobi, adottata da più di 20 Stati africani, ha chiesto un'azione concreta sulle riforme che portino a "una nuova architettura di finanziamento che risponda alle esigenze dell'Africa", compresa la ristrutturazione e la riduzione del debito. La dichiarazione ribadisce inoltre l'invito ai Paesi ricchi a mantenere l'impegno, non ancora mantenuto, della Cop27 dello scorso anno di mobilitare 100 miliardi di dollari.

 

Von der Leyen, ‘i finanziamenti pubblici non bastano’

Gli sforzi del vertice per aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili hanno attirato un totale di 23 miliardi di dollari in impegni di finanziamento.

La presidente della Commissione europea Von der Leyen ha sottolineato l'importanza di mobilitare capitali privati su larga scala per l'economia africana per accelerare la transizione verso l'energia pulita: "Insieme alla Banca europea per gli investimenti e ai nostri Stati membri, stanzieremo 1 miliardo di euro per ridurre il rischio degli investimenti privati nei mercati emergenti", ha dichiarato il capo dell’esecutivo comunitario, aggiungendo che "per la transizione verde i finanziamenti pubblici non sono sufficienti". L'obiettivo europeo è quello di destinare metà del "Global Gateway", un piano di investimenti da 300 miliardi di euro, al continente africano.

In questo contesto, von der Leyen ha annunciato la conclusione di un accordo con il presidente del Kenya, William Ruto, per continuare a promuovere la tecnologia dell'idrogeno verde. "Con il vostro enorme potenziale di energia rinnovabile, le vostre materie prime essenziali, la vostra incredibile natura e biodiversità e la vostra giovane forza lavoro, potete contribuire a ripulire i sistemi energetici e di approvvigionamento globali, creando al contempo posti di lavoro e opportunità economiche che il vostro popolo richiede", ha aggiunto von der Leyen.

La leader europea ha invitato i Paesi africani a lavorare in sinergia e a presentare alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop28) "una proposta per l'istituzione di un prezzo globale del carbonio".  La prossima Cop si terrà dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai.

 

Italia e Slovenia verso una partnership più forte con l'Africa

La Slovenia, che presto diventerà membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 2024 e nel 2025, ha impegnato 4,7 milioni di euro in assistenza multilaterale per il finanziamento del clima nel 2022, un aumento del 58% dell'assistenza bilaterale rispetto al 2021. Secondo il Ministero degli Affari Esteri sloveno, un forte partenariato con l'Africa dovrebbe essere una delle priorità chiave della politica estera dell'Ue.

Roma, inoltre, ha annunciato al vertice l'iniziativa globale a lungo termine Youth4Climate, guidata dall'Italia e da altri partner, tra cui il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), con l'obiettivo di aumentare la partecipazione dei giovani. "La presenza dell'Italia a Nairobi è di notevole importanza strategica e riconferma con forza il ruolo centrale dell'Africa nella politica estera italiana.

Vicinanza geografica, legami storici, economici e culturali legano l'Italia al continente africano", ha dichiarato il sottosegretario Claudio Barbaro del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), che ha guidato la delegazione italiana al vertice sul clima di Nairobi. Il Paese ha approvato progetti multilaterali e bilaterali per un totale di oltre 120 milioni di euro.

 

Revisione dell’architettura finanziaria globale

I Paesi africani, alle prese con i crescenti costi del debito e la scarsità di fondi, hanno chiesto una revisione completa dell'architettura finanziaria globale, aumentando la pressione sul Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e sulla Banca Mondiale per sbloccare gli investimenti e i finanziamenti per il clima.

Ruto ha affermato che è giunto il momento di rivedere i sistemi finanziari globali che "mettono perennemente le nazioni africane in posizione di svantaggio". "Chiediamo condizioni eque affinché i nostri paesi possano accedere agli investimenti necessari per sbloccare il potenziale e tradurlo in opportunità", ha dichiarato.

Nonostante l'abbondanza di risorse naturali, solo il 3% degli investimenti energetici a livello mondiale arriva in Africa. La dichiarazione finale ha affermato che il continente avrebbe bisogno di "decuplicare il flusso di capitale finanziario" verso le energie rinnovabili nei prossimi sette anni, circa 600 miliardi di dollari, per raggiungere l'obiettivo di aumentare le energie rinnovabili dai 56 gigawatt (GW) del 2022 ad almeno 300 GW entro il 2030.

Martedì scorso, gli Emirati Arabi Uniti hanno promesso 4,5 miliardi di dollari in investimenti per l'energia pulita in Africa - l'impegno più significativo finora - e il presidente della Cop28 e dirigente petrolifero degli Emirati Arabi Uniti, Sultan Al Jaber, ha dichiarato che il finanziamento avrebbe "dato il via a una pipeline di progetti per l'energia pulita in questo importantissimo continente”.

 

Un continente con “opportunità che valgono milioni”

Il vertice intende evidenziare le “opportunità del valore di milioni” che, secondo Ruto, l'Africa può cogliere grazie all'azione globale per il clima. "Una nuova Africa c'è e fa affari", ha detto. Il continente possiede risorse indispensabili per lo sviluppo delle energie rinnovabili, come il 40% delle riserve mondiali di cobalto, manganese e platino e il 60% delle migliori risorse solari del mondo.

"L'Africa possiede sia il potenziale che l'ambizione per essere una componente vitale della soluzione globale al cambiamento climatico", si legge nella dichiarazione finale dell'incontro, a nome dell'Unione Africana. La dichiarazione finale comprende non solo gli appelli alla comunità internazionale, come la "riduzione delle emissioni", ma anche le indicazioni generali dei governi africani, come lo sviluppo di politiche e incentivi per "attrarre investimenti locali, globali e regionali".

Il consenso è difficile da ottenere in tutta l'Africa, un continente eterogeneo di 1,4 miliardi di persone dove alcuni governi sostengono un futuro basato sull’energia rinnovabile, mentre altri difendono le proprie riserve di combustibili fossili. Ma i leader hanno "adottato all'unanimità" la dichiarazione, ha dichiarato il capo della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat.

Con la Dichiarazione di Nairobi, l'Africa punta a esprimere una voce unitaria in vista di diversi forum, come il vertice sul clima COP28 a Dubai o l'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

Questo articolo è stato realizzato con i contributi di AFP, ANSA, dpa, EFE, STA nell'ambito del progetto della European Newsroom. 

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