L'importanza del vaccino anti-Covid
per evitare morti e dimezzare ricoveri

Domenica 20 Dicembre 2020

A livello nazionale un recente studio del Eehta Ceis del dipartimento di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata (Mennini F.S., Marcellusi A., Paoletti M., 2020) ha stimato una perdita di oltre 60 miliardi di euro, per la maggior parte dovuto alla chiusura delle attività produttive (48 per cento) e al ricorso alla cassa integrazione (15 per cento).

Il tutto accompagnato da un numero crescente di decessi e un ricorso alle ospedalizzazioni e all'utilizzo delle terapie intensive che ha messo in seria difficoltà il nostro sistema di assistenza sanitaria. È stimata in 1.300 euro la perdita per ogni lavoratore su due mesi di lockdown (praticamente, uno stipendio perso in due mesi).

«Appare a tutti evidente - spiega il professore Francesco Saverio Mennini, Research director, Eehta del Ceis - quanto sarà importante organizzare e promuovere una campagna vaccinale che possa, nel più breve tempo possibile, riportare alla normalità la vita del nostro Paese e, soprattutto ridurre il numero di decessi che sta caratterizzando questa sciagura epidemica».

Sempre il gruppo di ricerca Eehta del Ceis (Mennini, Marcellusi, Sciattella, Fabiano e Andreoni) ha recentemente sviluppato un modello (in corso di pubblicazione) in grado di stimare i potenziali effetti della vaccinazione anti-Covid in base ai dati ad oggi disponibili nel contesto nazionale. L'obiettivo era quello di valutare l'impatto in termini di riduzione degli accessi ospedalieri ed in terapia intensiva oltre che una valutazione dei decessi associati al Covid.

Dalle prime analisi emerge come un'efficiente vaccinazione porterebbe a risultati importanti e, soprattutto, incoraggianti, come detto proprio da Mennini (coordinatore dello studio) durante il webinar del network PreSa Bisogni di Salute La Sanità oltre il Covid 19 tra cambiamento e diritto alla salute.

Gli autori dello studio hanno dimostrato come, seguendo le indicazioni proposte dal governo, la possibilità di vaccinare rapidamente un numero elevato di persone fragili ad alto rischio di infezioni (over sessantenni) con una copertura vaccinale elevata sin da subito (target 80 per cento), potrebbe generare una riduzione di oltre 17mila decessi e dimezzare gli accessi ospedalieri nei reparti e nelle terapie intensive. Questo obiettivo ambizioso potrebbe essere raggiunto però solo con ritmi di vaccinazione elevata (140 vaccinati al giorno nel solo primo trimestre pari a 470 vaccinati per ciascuno dei 300 centri previsti inizialmente dal governo). Tramite quest'analisi, condotta dal Eehta del Ceis di Tor Vergata, sarà possibile sostenere i decisori informandoli sui potenziali impatti della vaccinazione così da poter definire e prevedere il numero di eventi che realmente si riuscirebbero ad evitare e garantire una corretta pianificazione e programmazione della strategia vaccinale.

L'impatto della vaccinazione, nel breve periodo, non consentirà solo un miglioramento della salute dei cittadini, ma permetterebbe anche di liberare posti letto ed alleggerire il carico di lavoro gravante nelle terapie intensive e sub-intensive italiane. Questo, potrebbe garantire l'accesso ai pazienti colpiti da gravi patologie non Covid ed il ripristino delle pratiche quotidiane di accesso ospedaliero. Ovviamente, afferma il responsabile scientifico del lavoro, non dimentichiamo gli effetti della vaccinazione sulla ripresa economica del Paese che si traducono in un incremento della produttività dopo questo lungo anno di difficoltà.

«Alla luce di questo scenario positivo - conclude Mennini - non bisogna perdere tempo. Prima si parte e meglio è. Le analisi stimano che ogni di ritardo della campagna vaccinale potrebbe determinare oltre 4000 morti in più da qui al prossimo autunno».

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