Vaccino Covid in Campania,
sprint per i pazienti più fragili

Mercoledì 31 Marzo 2021
Vaccino Covid in Campania, sprint per i pazienti più fragili

Prosegue in Campania la vaccinazione dei pazienti fragili in carico alle unità operative complesse e ai centri di riferimento delle aziende ospedaliere e dei policlinici universitari. Al Cardarelli di Napoli, la più grande azienda ospedaliera del Mezzogiorno, la vaccinazione è partita sabato scorso.

I primi a essere chiamati sono stati i pazienti affetti da sclerosi multipla. Val bene ribadire che si tratta di pazienti già in carico in queste strutture sanitarie e che, proprio per questo motivo, non occorre per loro alcun tipo di prenotazione. «I pazienti fragili - dice il direttore generale del Cardarelli, Giuseppe Longo - hanno bisogno di un percorso specifico, adeguatamente monitorato dai nostri medici, che sono poi gli stessi che nel quotidiano seguono l'evolversi della patologia: proprio per questo, conoscono molto bene i pazienti, il loro stato di salute al momento della vaccinazione e le terapie farmacologiche che stanno seguendo». Al Cardarelli le vaccinazioni dei fragili proseguiranno nei prossimi giorni con pazienti affetti da diabete, malattie autoimmuni e immunodeficienze primitive, scompenso cardiaco, onco-ematologici, pazienti con disabilità, fibrosi cistica e pazienti trapiantati. Una platea di circa 7.500 pazienti da mettere in sicurezza.

«Per tutte queste persone - spiega il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera, Giuseppe Russo - poter contare su una reale presa in carico è essenziale, e la vaccinazione anti-Covid è parte integrante di questa presa in carico. È inoltre un motivo di maggiore serenità sapere di essere vaccinati da medici e in strutture che ben conoscono».

Non da meno il Policlinico Federico II di Napoli, che il 25 marzo ha dato il via alle vaccinazioni dei cronici e dei fragili in carico alla struttura. Tra i primi vaccinati, diabetici di tipo 1 e 2 e con scompenso cardiaco, ma anche pazienti con immunodeficienze, pazienti fragili con più malattie che rischiano di scatenare complicanze gravi se combinate con il Covid. «I pazienti fragili  ribadisce il direttore generale Anna Iervolino  hanno bisogno di un percorso adeguato alle loro esigenze, protetto e anche ben monitorato dai professionisti della salute che conoscono il loro percorso terapeutico e lo stato di salute al momento della vaccinazione. Vi è anche una componente di maggiore serenità per i pazienti che si vaccinano in strutture a loro ben conosciute e con il personale medico e infermieristico che abitualmente li segue e li sostiene».

© RIPRODUZIONE RISERVATA