Q8, dalla nave all'auto
l'energia che dà lavoro

di Carmela Maietta

Azioni la freccia per indicare che ti stai dirigendo verso la stazione di servizio, ti fermi, fai il pieno e riparti. Ma quale viaggio hanno fatto quella benzina o quel gasolio finiti nel serbatoio della tua auto che ti consentono di viaggiare? I ragazzi dell'istituto Marie Curie di Napoli, che partecipano al progetto di orientamento al lavoro «Studiare l'impresa, l'impresa di studiare», osservano con grande attenzione, e non senza stupore, le immagini che Marco Cappuccio, manager dei depositi napoletani della Q8, proietta per illustrare la serie di complesse operazioni necessarie per consentire la distribuzione del carburante. Va sottolineata innanzitutto l'importanza strategica della struttura napoletana costituita da un sistema logistico formato da un terminale marittimo per la ricezione e la ricarica via mare dei prodotti petroliferi; un sistema di oleodotti; due depositi per lo stoccaggio e il caricamento di prodotti bianchi (benzina, gasolio, jet fuel e biodiesel) e neri (olio combustibile e bunker). E va da sé, si fa rilevare, che per realizzare un percorso in cui tutti i risvolti devono obbedire a un gioco a incastro perfetto, servono competenze, regole e procedure funzionali a una gestione ottimale e sicura. In questa ottica l'azienda ha adottato quegli standard internazionali che hanno consentito al Deposito di ottenere le certificazioni che riguardano la qualità di processi ISO 9001, la salute e la sicurezza dei lavoratori OHSAS 18001, i sistemi di gestione ambientale ISO 14001 e l'integrazione dei sistemi ambiente e sicurezza RC 14001.

Ed eccoci al cammino del carburante che, arrivato al porto di Napoli tramite petroliere, non conosce soste: gli addetti, naturalmente con turni e avvicendamenti, lavorano 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. La nave viene collegata alle strutture installate presso i diversi punti di ormeggio. A questo punto è la volta del Deposito Q8 di via Nuova delle Brecce dove, ricorrendo a diverse tubazioni che formano un oleodotto di 4 chilometri, vengono spediti i prodotti che sono movimentati attraverso le pompe presenti sulle navi. E se innovazione e attenzione costituiscono il filo conduttore della Q8 pare naturale che le operazioni siano gestite «da un sistema automatico (Distributed System Control) composto da un insieme di pagine grafiche costruite ad hoc che consente di monitorare e gestire le attività sia operative che di sicurezza direttamente dalle Control Room del sito».

Un'altra sorpresa per i ragazzi è il cuore del Deposito dove la tecnologia più avanzata è presente nella sala dotata di sistemi collegati ai serbatoi, alle tubazioni interne, all'oleodotto e al Terminale Marittimo con il risultato che è possibile controllare in ogni momento tutto quello che sta accadendo. Ci avviamo alla fine del viaggio con i serbatoi di stoccaggio da dove i carburanti sono in fase di partenza. E non si può non ricordare che siamo in presenza di «un'area di caricazione», unica in Italia, che può contare su 26 pensiline di carico fornite di strumentazioni di ultima generazione dalle quali le autobotti si riforniscono. Operazioni sempre visionate dalla Control Room, dal personale Q8 e che avvengono in tempi molto rapidi: la caricazione di un'autobotte da 36mila litri richiede meno di 30 minuti.

Innovazione, tecnologia avanzata, automazione: la domanda è nell'aria di fronte a sistemi così complessi e avveniristici. In che misura la presenza delle persone può essere ridimensionata? Si ricorda che la tecnologia messa in campo dalla Q8 è innanzitutto a vantaggio della sicurezza e dell'operatività del sito, che le risorse umane non sono per così dire un accessorio ma che anzi rappresentano un elemento fondamentale. Perché competenza e professionalità di chi lavora alla Q8 sono la premessa per ottenere un business di successo.
Mercoledì 20 Marzo 2019, 12:00
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