«Telepanettone su Marte l'importante è fare ridere»

Sabato 12 Dicembre 2020 di Titta Fiore
«Telepanettone su Marte l'importante è fare ridere»

Cambia il Natale, ma non il cinepanettone. A quindici anni dall'ultimo film del loro fortunato sodalizio, ambientato a Miami, si riforma il trio di tante commedie di successo: Christian De Sica, Massimo Boldi e il regista Neri Parenti si ritrovano a grande richiesta sul set di «In vacanza su Marte», dal 13 dicembre sulle principali piattaforme on demand. Stessi protagonisti, stessa formula: gag, comicità di situazione, equivoci e battutacce. Solo che la storia, questa volta, si svolge nel 2030, sul Pianeta Rosso. Racconta De Sica: «Una volta Gigi Proietti ci disse: Con i film di Natale avete girato il mondo, ora ndo annate? Vi resta solo Marte. E infatti». Com'è stato ritrovarvi sul set, Parenti? «Non è cambiato niente, sembrava che ci fossimo appena lasciati. È bastato un attimo per far riscoppiare la famosa scintilla comica».

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Nel film prodotto da Cattleya, Indiana e Warner Bros., recitano anche Lucia Mascino e Paola Minaccioni («le mie Cyd Charisse e Ginger Rogers» dice Christian), Milena Vukotic, Herbert Ballerina, Denise Tantucci, Fiammetta Cicogna e Francesco Bruni. In un futuro molto prossimo i viaggi nello spazio sono alla portata di tutti e su Marte ci si va in vacanza. Lì, dopo aver fatto perdere da anni le proprie tracce a moglie e figlio, Fabio (De Sica) sta per sposare la facoltosa fidanzata. Ma tutto cambia quando il ragazzo, alla ricerca del padre fedifrago, finisce in un buco nero e torna dall'incidente spaziale trasformato in un arzillo settantenne. L'ignaro Boldi. E così il protagonista sbruffone deve fare i conti con un figlio più vecchio di lui e con un matrimonio che rischia di saltare. Ai loro guai si uniscono quelli di una coppia di famosi influencer braccati da una blogger decisa a smascherare le bugie della rete. Com'è andata la reunion, Christian? «Benissimo, questo è il nostro 26esimo film di Natale, siamo una squadra molto rodata. Per la verità io e Massimo ci eravamo già rivisti nella commedia sentimentale Amici come prima, ora siamo tornati alla classica farsa, con due storie che si incrociano e tante risate. In questo momento ce n'è bisogno, non ci fermiamo nemmeno davanti al Covid. Le sale sono chiuse? E noi andiamo nelle case, con un solo biglietto si diverte tutta la famiglia». «Con Christian non siamo colleghi, siamo fratelli» aggiunge Boldi, «ci siamo divertiti a lavorare insieme e abbiamo la stessa intenzione di divertire il pubblico. Credo che il film sarà un successo. Certo, se fosse andato in sala saremmo stati più felici».


Molti davano il cinepanettone per morto, come mai ci ha riprovato, Parenti? «È stata una scommessa dei produttori, l'abbiamo sposata al cento per cento. Avevamo un soggetto che si prestava, con le gag, le situazioni slapstick, le scene buffe e le parolacce: nel cinepanettone c'è un po' di tutto. Abbiamo deciso di ambientarlo su Marte per rendere l'atmosfera più asettica. Ma la nostra mission era la farsa. Poi può accadere che alcune situazioni consentano di spingere sull'acceleratore e un autore non riesca a frenarsi. Noi, però, avevamo la fortuna di avere attori capaci di pronunciare anche le battute più forti con leggerezza e abilità. Non dobbiamo scandalizzarci se in un film comico c'è una battutaccia. L'importante è che faccia ridere». In ogni caso, anche nello spazio abbondano tradimenti, corna e bugie. De Sica: «Ma sì, non cambia mai niente, la commedia degli inganni si basa su un meccanismo antico. Qui abbiamo aggiunto un po' di droni, un po' di razzi e abbiamo risolto... Io mi ci butterei a capofitto nel buco nero, se servisse a farmi tornare bambino. Invece nel film mi tocca un figlio con la faccia di Boldi».

Senza il Covid, «In vacanza su Marte» si sarebbe girato nel deserto marocchino con il sole a picco. «Stavo male al solo pensiero, ma dopo il lockdown abbiamo ricostruito le scene in studio, con l'aria condizionata, e mi è sembrata una passeggiata di salute». Stare sul set, comunque, resta sempre una gioia. Boldi: «Io mi sono sentito un diciottenne». De Sica: «Io sono stato benissimo per tutte le riprese. Finito il film, ho preso il Covid, ma è passata. Dobbiamo tenere duro. Ce la faremo, ne usciremo e torneremo ad abbracciarci e andare al cinema. È questione di poco».
 

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